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Francesco Fiorentino

Nato a Sambiase nel 1834, fu educato da uno zio e da un fratello di sua madre, entrambi sacerdoti. Studiò lettere e teologia al Seminario di Nicastro e giurisprudenza a Catanzaro, ma non conseguì la laurea giuridica. Dopo l'Unità d'Italia venne nominato, con decreto regio, professore di filosofia nel Liceo di Spoleto in Umbria. Da Spoleto passò a Maddaloni, vicino Napoli, dove pubblicò il saggio Il Panteismo di Giordano Bruno. Grazie all’opera su Bruno, figura cui era molto legato, ottenne la cattedra di filosofia presso l'Università di Bologna. Nella città felsinea s’interessò particolarmente alla filosofia greca, al pensiero di alcuni filosofi poco conosciuti dell'epoca risorgimentale e pubblicò Il Saggio storico sulla filosofia greca; Pietro Pomponazz e Scritti vari. Seguì l'opera su Telesio data alle stampe in Firenze. Nel 1871 si trasferì a Napoli per insegnare Filosofia della storia e quattro anni dopo si spostò a Pisa per la cattedra di Filosofia teoretica all’Università. Nella città toscana pubblicò il testo Elementi di filosofia ad uso dei Licei, considerato per decenni uno dei migliori manuali scolastici. Tra il 1879 e il 1881 comparve il Manuale di Storia della Filosofia e tornato ad insegnare a Napoli vi fondò il Giornale Napoletano. Fu deputato in Parlamento nel 1870 e nel 1874. Morì a Napoli nel 1884 per un attacco cardiaco e solo tre anni dopo le sue spoglie vennero traslate a Catanzaro.

Francesco Cilea

Nacque a Palmi nel 1866 e sin da giovane manifestò una forte passione per la musica. Studiò al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli e al termine degli studi scolastici presentò il melodramma Gina che gli aprì la strada per la composizione de La Tilda, un melodramma in tre atti. Al teatro lirico di Milano ebbe un grande successo con il capolavoro in tre atti Adriana Lecouvreur. Fu anche autore di musica sinfonica vocale e da camera. Cilea morì nel 1950 a Varezza, città ligure che gli offrì la cittadinanza onoraria. A Palmi, in memoria del grande artista fu eretto un Mausoleo. Molte sono le manifestazioni musicali che si svolgono in suo onore come il Concorso nazionale di Esecuzione Musicale Francesco Cilea per flauto e Musica d'Insieme.

San Francesco di Paola

Nacque a Paola nel 1416 da genitori che già in età avanzata attribuirono la sua nascita all'intercessione di San Francesco d'Assisi. Giovanissimo mostrò una certa propensione alla preghiera. Visitò Assisi, Montecassino, Roma, Loreto e ritornato a Paola decise di condurre vita eremitica. Molti manifestarono la volontà di condurre il suo stesso genere di vita ed egli diventò ben presto un punto di riferimento religioso e sociale per la gente del posto. La fama di Francesco come grande taumaturgo si diffuse anche in Francia, dove Luigi XI, gravemente ammalato, chiese di far arrivare il paolano. Fu accolto benevolmente anche alla corte di Napoli e dopo la sua morte, avvenuta a Tours nel 1507, furono erette molte chiese in suo onore.

Bernardino Telesio

Nacque a Cosenza nel 1509. Della sua educazione si occupò lo zio Antonio Telesio, un umanista che lo portò a Milano e a Roma, dove visse fino al 1527, anno del Sacco di Roma, durante il quale fu incarcerato per un breve periodo. Uscito di prigione si trasferì a Venezia e poi a Padova dove studiò filosofia morale. Insoddisfatto della filosofia aristotelica si ritirò in un monastero benedettino in Calabria. Nel 1553 ritornò a Cosenza ed entrò nell'Accademia Cosentina modificandone gli orientamenti verso l'osservazione e l'indagine. Nel 1565 si trasferì a Roma, guadagnandosi la stima e la protezione di Papa Gregorio XIII. Fu un Importante esponente del naturalismo rinascimentale e la sua opera De Rerum Natura fu il trattato più importante dell'epoca.

Mattia Preti

Nacque a Taverna nel 1613, ma nulla si sa della sua infanzia. Studiò disegno a Roma e frequentò l'Accademia di San Luca. Nella fase romana della sua vita entrò in contatto con la pittura di Caravaggio e dei Caravaggisti e realizzò gli affreschi in S. Giovanni Calibita e nell'abside di S. Andrea della Valle. Nel 1652 eseguì l'affresco in San Carlo ai Catinari a Roma rappresentante “l'elemosina di San Carlo”.
Durante i suoi viaggi nell’Italia settentrionale si accostò alla pittura emiliana dei Carracci, di Lanfranco, del Guercino e alla pittura veneta del Veronese.
Papa Urbano VIII gli conferì il titolo di Cavaliere delle Lance Spezzate. A Napoli visse cinque anni piuttosto fecondi arricchendo la città di tele e affreschi, alcuni incompleti dato poi il suo trasferimento a Malta. Ritornò a Taverna dove lasciò numerose tracce della sua arte straordinaria, ma trascorse l'ultimo periodo della sua vita a Malta, dove si spense nel 1699.


Corrado Alvaro

Nacque a San Luca nel 1895. Studiò in un collegio di Gesuiti e partecipò alla prima guerra mondiale, durante la quale viene ferito. Sin da giovane mostrò una grande passione per il giornalismo, iniziando la carriera professionista con "900". Dopo la caduta del fascismo diresse il quotidiano "Il Risorgimento". Viaggiò molto e lavorò anche all'estero, ma l'attaccamento alla terra natia rimase sempre forte in lui. Ebbe molti problemi con il regime fascista a causa del suo realismo, scambiato per atteggiamento politico ed ideologico. Ricorrente nelle sue opere letterarie è il tema di una Calabria mitica e fuori dal tempo, in contrasto con la vita frenetica delle metropoli. La sua opera principale Gente in Aspromonte è composta da tredici racconti tutti incentrati su storie di pastori, contadini ed emigranti afflitti da problemi legati alla sopravvivenza.

Leonida Repaci

Nacque nel 1898 a Palmi dove visse fino al catastrofico sisma del 1908. Si trasferì a Torino, dove poté proseguire gli studi e iscriversi alla facoltà di giurisprudenza. Partecipò alla prima guerra mondiale conquistando una medaglia d'argento al valor militare. Grande fu in lui la passione per la narrativa e la poesia. Collaborò alla "Gazzetta del Popolo" e a "La Stampa". Dopo il secondo conflitto mondiale divenne partigiano a Roma, dove fondò e fu condirettore de "Il Tempo". Si dedicò anche alla pittura, tenendo delle mostre personali a Roma e a Milano. Si spense a Pietrasanta (Lucca) nel 1985. Le sue opere riflettono le sue esperienze di vita. Vasta fu la sua produzione letteraria, ricordiamo La carne inquieta, da cui è stato tratto il film Un riccone torna alla terra, e Calabria grande e amara.

Fortunato Seminara

Nacque a Maropati in provincia di Reggio Calabria nel 1903. Studiò nel Seminario di Mileto e poi a Reggio Calabria. Dopo il liceo, studiò giurisprudenza a Pisa e Napoli. Nel 1930 si trasferì in Svizzera, aderendo al Partito Socialista. Nel 1932 rientrò a Maropati dove visse fino al 1975. Scrittore solitario e schivo, restò sempre molto legato alla sua terra. Una delle sue opere più importanti è il romanzo Le Baracche, con il quale contribuiva a dare l'avvio al Neorealismo. Tra le altre opere menzioniamo Il mio paese del Sud, una serie di racconti, in cui si descrive un mondo fatto di sofferenza e popolato da persone umili e derelitte. Seminara collaborò ad alcune riviste quali "Avanti", "Messaggero" e "Gazzetta del Mezzogiorno".

Tommaso Campanella

Giovanni Domenico Campanella nacque a Stilo nel 1568. Mostrò una particolare propensione per la cultura dei Domenicani, abbracciandola all'età di 13 anni con l'entrata nel convento di Placanica. Nel convento di San Giorgio Morgeto prende i voti e il nome di Frà Tommaso. Studiò logica aristotelica e a Cosenza approfondì le sue conoscenze relative alla teologia. Studiò Erasmo e Telesio ovvero autori che criticano il pensiero aristotelico e la corruzione della Chiesa. Affascinato dalla visione empirica e oggettiva che Telesio ha del mondo, venne trasferito in meditazione nel convento di Altomonte. Pubblicò, senza autorizzazione ecclesiastica, l'opera Philosophia sensibus demonstrata e per tale ragione fu arrestato e processato per eresia. Fu costretto a rientrare in Calabria e ad attenersi alle dottrine di San Tommaso. Si trasferì poi a Roma, Firenze, Bologna e Padova dove Galileo insegnava Scienze Matematiche, ma venne nuovamente arrestato per eresia. Il sogno di Campanella fu sempre quello di dare voce e speranza agli oppressi, incitando il popolo calabrese alla rivolta. Il suo sarà solo un progetto utopico, poiché il vicerè farà soffocare le rivolte e arrestare Campanella. La sua opera più nota sarà proprio l'utopica Città del Sole.

Pasquale Galluppi

Nacque nel 1770 a Tropea e visse profondamente immerso negli studi lontano dalle vicende politiche del paese. Durante i moti degli anni '20, abbracciò la riforma costituzionale dello stato ammonendo le azioni repressive degli austriaci. Ebbe la cattedra di logica e metafisica
all' Università di Napoli e morì nel 1846. Tra le sue opere si menziona Il saggio filosofico sulla critica della conoscenza, Gli elementi di filosofia e Le lettere filosofiche sulle vicende della filosofia relativamente ai principi delle conoscenze umane da Cartesio fino a Kant. A Galluppi si deve l'introduzione nel nostro paese dello studio e della conoscenza della nuova filosofia europea, soprattutto quella kantiana.


Gioacchino da Fiore

Nacque a Celico intorno al 1130 e dopo gli studi visse per un po' in oriente. Di ritorno in Italia prese i voti e si trasferì successivamente nel monastero di Santa Maria di Corazzo, dove divenne abate. Istituì l'Ordine Florense presso l'Abbazia di San Giovanni in Fiore. La regola era basata sulla meditazione e la preghiera, la vita nel Monastero era molto rigida e anticipava la regola di San Francesco di Assisi. Nella sua produzione letteraria sono riassunte le sue intuizioni e le sue profezie. L'abate morì nel 1202. Tra le sue opere ricordiamo il Concordia, la Expositio in Apocalypsim e il Psalterium decem chordarum.

Marco Aurelio Cassiodoro

Fondò a Squillace tra il 554-560 il monastero di Vivarium, che si può considerare il primo esempio di università cristiana in Occidente. Compose le Institutiones divinarm et humanarum litterarum, l'opera più importante che può essere considerata un' introduzione allo studio delle lettere sacre e profane. Grazie a Cassiodoro i monasteri salvarono dalla distruzione i tesori della cultura antica. Con la sua morte avvenuta intorno al 583, i monasteri cassiodorei conobbero una fase di declino e la sua celebre biblioteca del Vivarium andò pian piano smembrandosi. Tra le sue opere ricordiamo una Cronaca Universale e una Historia Gothorum.

Vincenzo Padula

Nacque ad Acri nel 1819. Fu sacerdote, patriota, poeta, filologo, antropologo, e giornalista. Sostenne le sette dei rivoluzionari calabresi diffondendone gli ideali di libertà e di giustizia sociale. Nel 1848 partecipò ai moti contadini per l'occupazione delle terre demaniali usurpate e in seguito a tali proteste, un gruppo di agrari di Acri e del suo circondario, per liberarsi di lui armò una banda di killer che, la sera del 25 settembre 1848, lo assalì all'uscita dalla chiesa di S. Domenico. Nello scontro venne ucciso il fratello che era corso in difesa del sacerdote, il quale a partire da quel momento, sempre ricercato dalla polizia, fu costretto a condurre una vita di stenti e privazioni che ne condizionò anche l’attività letteraria.
Solo dopo la spedizione dei Mille e l'Unificazione d'Italia Padula poté dedicarsi all'insegnamento. Le sue prime opere furono due novelle romantiche a tema calabrese ovvero Il monastero di Sambucina (1842) e Valentino (1845). Agli anni della giovinezza risalgono Sigismina, un'altra novella romantica calabrese, e L'Orco, una leggenda popolare polimetrica. Del 1850 è l'Antonello capobrigante calabrese, un dramma in prosa in cinque atti.
Padula diresse un giornale finanziato dalla prefettura di Cosenza "Il Bruzio". Tematica centrale della sua produzione è l'interesse per la cultura e i bisogni del popolo.


Domenico Milelli

Nacque a Catanzaro nel 1841 e morì a Palermo nel 1905. Visse in maniera irregolare e da refrattario pagando in privazioni e in persecuzioni la sua fedeltà alle idee rivoluzionarie e ad uno stile di vita non conformista. Fu seminarista, volontario garibaldino, frequentatore di circole scapigliati e professore di scuola media più volte sospeso. Poeta particolarmente esuberante con una particolare predilezione per epos e l'eros.

Gian Vincenzo Gravina

Giurista, storico del diritto e critico, fu uno dei fondatori dell'Accademia Arcadia. Fu educato a Scalea dal filosofo cartesiano Gregorio Caloprese. Studiò diritto a Napoli e si trasferì poi a Roma, dove frequentò il circolo di Maria Cristina di Svezia. Compose il dialogo Hydra Mistica, sive de corrupta morali doctrina, che contribuì a suscitare contro di lui il risentimento di parte della cultura romana, che si espresse soprattutto nelle satire rivoltegli da Quinto Settano pubblicate nel 1696. Ebbe la cattedra di diritto civile alla Sapienza di Roma e in seguito quella di diritto canonico. Nel 1708 venne pubblicato il suo più importante trattato di teorica e critica letteraria Della ragion poetica. Nel 1711 si staccò dall'Arcadia e fondò l'Accademia dei Quiriti. Morì poi a Roma.

Barlaam di Seminara

È conosciuto per essere stato maestro del Petrarca e dotto umanista. Nacque a Seminara nel 1290 e, consacrato monaco di San Basilio Magno nel monastero di San 'Elia di Capasino, presso Galatro, svolse la sua prima attività spirituale nella sua città natale.
Intorno al 1328 venne chiamato da Andronico II, Imperatore di Costantinopoli, nella Capitale dell'Impero Romano d'Oriente, divenendone il maggiore Teologo della Chiesa di Bisanzio.
Abbracciata la Fede cattolica si trasferì ad Avignone da Papa Clemente VI e qui conobbe Francesco Petrarca al quale insegnò, sui testi dei Dialoghi di Platone, i primi elementi della lingua greca.
Nominato Vescovo della Diocesi di Gerace, continuò la sua opera diplomatica a favore della creazione di un'alleanza militare con Bisanzio.


Valentino De Fazio

Nacque nel 1920 a Platania, cittadina situata alle pendici del Monte Reventino. Nel 1928 si stabilì a Serrastretta, dove il padre fu nominato medico condotto. Frequentò il Liceo - Ginnasio di Nicastro e poi quello di Napoli, dove conseguì il diploma di maturità classica. Tra il 1937 e il 1943 frequentò la facoltà di Medicina presso l'Ateneo napoletano, dove cercò di conciliare lo studio delle materie scientifiche con la propria passione per la cultura umanistica. Studiò privatamente il tedesco, l'inglese, il francese e lo svedese e la perfetta conoscenza di tutti questi idiomi gli consentì di leggere e scrivere articoli scientifici. Inoltre nel campo medico le conoscenze scientifiche erano ancora limitate al periodo precedente alla II guerra mondiale e per leggere gli esiti degli esami radiologici e utilizzare i macchinari a raggi X bisognava conoscere l'inglese, il tedesco o il francese, perché nessun testo in italiano era aggiornato su questa materia. Si specializzò in radiologia ed Elettroterapia e poi in tisiologia. Nel 1949 gli fu assegnata una borsa di studio dal Governo Svedese e fu nominato Assistente del Servizio di Cardiologia presso l'Ospedale Reumatologico Nazionale di Ninasham in Svezia, imponendosi all’attenzione del mondo scientifico scandinavo.
Dal 1957 al 1959 divenne professore di Medicina Generale nella Wayne University di Detroit e primario dell'Ospedale nella stessa città. Nel 1958 fu promosso al grado superiore di professore titolare di medicina interna presso la stessa Università e fu assunto come cardiologo presso l'Ospedale dei Bambini di Detroit. Si spense nel 1960 in un albergo di Napoli, dove era giunto dagli Stati Uniti per partecipare ad un convegno scientifico.


Franco Costabile

Franco Costabile nacque a Sambiase nel 1924. La sua vita fu segnata dalla mancata vicinanza del padre che insegnava in Tunisia. A tale esperienza è legato il componimento giovanile Vana Attesa, pubblicato nel 1939. Studiò Lettere prima all’Università di Messina e poi a Roma dove conseguì la laurea. In questo periodo si legò fortemente a Giuseppe Ungaretti, suo professore di Letteratura Contemporanea, che in Costabile rivedeva il figlio perduto da poco in Brasile ed il sambiasino, a sua volta, ritrovava in Ungaretti l'assente figura paterna.
Insegnò in vari licei e istituti tecnici e collaborò anche con riviste e alla stesura di una enciclopedia cattolica. Nel 1950, Costabile pubblicò a sue spese la prima raccolta di poesie, Via degli ulivi e nel 1961 La rosa nel bicchiere e altre poesie.
Nel 1953 sposò una sua ex allieva, dalla quale ebbe due figlie. Alcuni anni dopo la moglie si trasferì a Milano portando con sé le due bambine e per il poeta fu un secondo triste abbandono familiare. Fu in questo periodo che perse ogni rapporto con il padre, e la madre morì in seguito ad un male incurabile. Stancò di soffrire, il 14 aprile del 1965 il poeta si suicidò. Di lui scrisse Ungaretti i seguenti versi, ora trascritti sulla sua tomba nel cimitero di Sambiase:
« "Con questo cuore troppo cantastorie"
dicevi ponendo una rosa nel bicchiere
e la rosa s'è spenta poco a poco
come il tuo cuore, si è spenta per cantare
una storia tragica per sempre »


Pitagora

Nacque a Samo verso il 575 a.C. Non scrisse opere e le notizie sulla vita sono molto poche. Secondo le fonti fu allievo di Anassimandro e compì numerosi viaggi in Oriente, durante i quali entrò in contatto con la cultura egizia, persiana, caldea, ebrea e indiana. Tuttavia non vi sono testimonianze storiche di questi suoi spostamenti, anche se non si può certo negare che il suo pensiero risenta di influenze orientali. Intorno ai 40 anni si trasferì a Crotone dove fondò una scuola. Non si possono attribuire a Pitagora teorie precise in campo scientifico e con molta probabilità, anche il teorema che porta il suo nome, fu sviluppato dai suoi discepoli con riferimento però sempre al suo pensiero.
Morì a Metaponto verso il 497-490 a. C. Ai pitagorici le fonti attribuiscono la teoria della Metempsicosi, dal greco metempsychosis “passaggio delle anime”, la quale sosteneva la trasmigrazione o reincarnazione delle anime dopo la morte.


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