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Conflenti -Santuario Madonna della Quercia

Conflenti è un piccolo centro della provincia di Catanzaro sulle pendici del monte Reventino a 540 m sul livello del mare. Al centro della Calabria, è posto in una posizione ottimale: non lontano dal mare e dai monti della Sila. La festa più importante del paese è quella dedicata alla Madonna della Quercia. Ogni anno, l'ultima domenica di Agosto, si celebra in onore della Madonna una grande festa popolare con fiera e mercato. Nei giorni della festa Conflenti diventa meta di devoti pellegrini che da tutto il Lametino, dalla valle del Savuto e da ogni parte della Calabria giungono a piedi o in auto per pregare nel sacro tempio e contemplare la sacra effigie di Maria. Il Santuario di Maria SS. della Quercia sorge nel luogo chiamato Visora dal latino vis (vuoi) ed ora (prega). La costruzione risale al 6 marzo 1580, quando il cappellano Francesco Palladino pose la prima pietra. L'edificio è a tre navate e sotto l'altare maggiore è custodito il tronco della quercia sul quale apparve la Madonna. Le otto vetrate della navata centrale hanno per soggetto gli episodi più importanti della vita di Maria. Sulle pareti laterali del presbiterio si trovano quattro tele, opere di Stefano Macario. Si narra che il 7 Giugno 1558 apparve al pastorello Lorenzo Folino la Madonna, seduta su di una grande quercia. Nel 1862 venne costruita una chiesetta; la quercia su cui era apparsa la Madonna fu venerata fino alla sera del 21 Luglio 1921, quando malauguratamente fu distrutta da un incendio. Dopo molti decenni di completo abbandono con l'aiuto anche degli emigranti di Conflenti sparsi per il mondo si riuscì, nell' arco di un decennio, a riedificare il tempio sacro facendogli acquistare la forma attuale.

Gimigliano -Santuario Madonna di Porto

Gimigliano è situato a 14 km. da Catanzaro, nella valle del fiume Corace. Il secondo martedì di maggio si celebra la grande festa in onore della Madonna di Porto. Un pellegrinaggio ininterrotto di gente che arriva a piedi anche dai paesi dell’entroterra e dalla costa jonica del catanzarese, Prima tappa la Chiesa Madre di Gimigliano, dove, dopo aver venerato il quadro miracoloso (benedetto e incoronato da Papa Woytila), i fedeli trascorrono la notte. All’alba il quadro miracoloso viene posto nella “Vara” e si avvia verso Porto. Parte così la processione che si snoda prima per le vie del paese per poi intraprendere il viaggio verso il caratteristico sentiero della montagna che porta al santuario. Alla discesa della montagna inizia a scorgersi il santuario e dal Tempio si segnala l’arrivo del corteo con i fuochi d’artificio. Altro momento simbolico è la “Cunfrunta”, ossia l’incontro della Madonna con San Giuseppe, attesissimo momento che si svolge a velocità sostenuta tra le due immagini, accompagnate dalla banda musicale e dalla partecipazione popolare. La Madonna ritorna a Gimigliano alle prime luci del tramonto, accolta dall’intero paese, che assiste di nuovo al rito della “Cunfrunta” con il Patrono San Giuseppe. Il santuario fu edificato nel 1753 intorno ad una cappella costruita in onore della Madonna dal brigante Pietro Gatto, al quale la Vergine apparve in sogno. In questa cappella, detta Cona, è raffigurata una copia dell’immagine della Madonna di Costantinopoli già venerata a Gimigliano dal 1626.

Pentone -Chiesa Madonna di Termine

Prima di giungere nel piccolo centro di Pentone, immersa nel verde sorge la Chiesa della Madonna di Termine. L’origine del santuario dedicato alla Vergine SS. delle Grazie, chiamata anche delle Trache o di Termine, è legata all’apparizione della Madonna ad una contadina del luogo. La Vergine si rivelò come la Madonna delle Grazie e le confidò il desiderio di avere una sua icona e una cappella in quel posto. L’altare venne scolpito nella roccia e sosteneva una nicchia nella quale era dipinta la Vergine. Dietro l’altare, nell’abside, erano sistemati l’organo ed una piccola sagrestia. Questa chiesetta fu riedificata dall’anno 1759 fino l’anno 1762. Nel 1938 l’Arciprete don Salvatore Mazzuca decise di demolire la chiesetta che non poteva contenere i tantissimi fedeli e fece costruire l’attuale Santuario. Nella ricostruzione dell’edificio, la nicchia nella quale era dipinto il quadro fu rimossa in blocco dall’antico altare e incastonata nel muro dell’abside, l’umidità del muro esterno distrusse l’opera d’arte, ma rimane ancora oggi la nicchia. Il nuovo santuario è a tre navate, la facciata presenta inferiormente capitelli moderni di stile ionico e su di essi è posta una cornice architravata. Sul lato destro si trova il campanile. Nella seconda domenica di settembre si celebra una festa in onore della Madonna delle Grazie. Nelle sere precedenti i crinali delle montagne si illuminano a forma di corona con centinaia di fiaccole (le cosiddette “luminarie”) accese dai giovani del luogo. Durante la processione la statua della Madonna è portata a spalla per le montagne che sovrastano Pentone fino a giungere a Termine. È originale la rappresentazione sacra delle Litanie Lauretane e la “Cunfrunta”, cioè l’incontro della Madonna con il protettore del paese S. Nicola.

Torre di Ruggiero -Santuario Santa Maria delle Grazie

Torre di Ruggiero sorge in una vallata alle falde del monte Cucco, nel versante ionico delle serre. Quello che rende gloriosa la storia di Torre di Ruggiero è la presenza del Santuario dedicato a Santa Maria delle Grazie, centro di frequenti pellegrinaggi. Il santuario sorge su una verdeggiante collina con una chiesetta che cominciò ad essere frequentata con devozione non solo dai monaci basiliani del monastero situato sulle montagne adiacenti, ma anche dalle popolazioni vicine. In seguito ad un’apparizione della Madonna il 17 aprile del 1667 ad una ragazza del luogo, iniziarono i pellegrinaggi nella chiesa della Madonna delle Grazie. Il 5 febbraio del 1783 un violento terremoto distrusse la chiesa, ma nel 1857 la Madonna apparve in sogno ad una contadina del luogo e le affidò il compito di recarsi dall’arciprete del tempo per interessarlo alla costruzione di una nuova chiesa. Il 28 maggio del 1858 fu emesso il decreto vescovile che autorizzava la ricostruzione della Chiesa e l’8 settembre dello stesso anno vi si poté celebrare la prima festa. L’interno dell’edificio fu completato con decorazioni barocche. L’attuale statua in sostituzione di quella scomparsa tra i ruderi del terremoto e mai più ritrovata, fu donata alla collettività dal re di Napoli Ferdinando II nel 1871. Nel 1896 la chiesa veniva arricchita da una facciata in stile bizantino-lombardo: sulle cuspidi si elevano le statue sempre in cemento, raffiguranti le tre virtù teologali: Fede, Speranza e Carità.

Corigliano Calabro -Santuario San Francesco di Paola

Corigliano Calabro è situato su una collinetta circondata da verdi uliveti e variopinti agrumeti, protetta a sud dall'imponente massiccio Silano e ad Est dalle acque del Mar Jonio. Qui si trova il terzo Santuario di San Francesco di Paola e il convento. Quando il Santo iniziò la costruzione del santuario, la zona era lontana dal centro abitato, su una collina ricca di boschi, nello stesso luogo dove egli aveva scelto la sua dimora, costruendovi un’umile capanna (l’attuale Romitorio detto “San Francischiello”). Molti cittadini aiutarono San Francesco a costruire il santuario. All’interno la chiesa si presenta ad un'unica navata; sulle due pareti laterali si trovano una serie di pilastri ad archi leggermente incavati che contengono delle pale incorniciate da stucchi; anticamente sotto le tele erano collocati altari successivamente rimossi. Il ritratto più venerato è sicuramente quello di San Francesco di Paola, che si trova a destra dell’altare maggiore ed è l’unica pala con altare sottostante. Chiunque visiti il santuario non può non recarsi nella sacrestia dove è conservato il busto ligneo policromo restaurato nel 1998. La festa si svolge il 25 aprile; il Santo, portato in spalla dai fedeli, percorre tutte le strade della Città fino a raggiungere la marina di Schiavonea. Dopo una breve processione, il momento più commovente è quando la statua viene portata sulla riva del mare per la benedizione ai marinai. Al termine viene accolto in località S. Antonio da una folla di fedeli che con una fiaccolata lo accompagna fino al Santuario.

Dipignano -Santuario Madonna della Catena

Fondato nel IX secolo da profughi casentini sfuggiti alle incursioni saracene, Dipignano deriva il suo nome dal latino “Divinium” cioè abbondante di case. Nella frazione di Laurignano, adagiato su una collina, sorge il Santuario-Basilica Madonna della Catena. L’origine del culto è datata 1301 quando un mendicante cieco recuperò la vista; egli in seguito scoprì in una chiesa abbandonata l'effigie della Madonna con il simbolo della catena. Nel 1831 con l'arrivo a Laurignano di Fra' Benedetto Falcone in seguito ad altre apparizioni riprende, dopo anni di silenzio, il culto della Madonna della Catena. Frà Benedetto edifica, nel luogo attuale, una chiesa più grande e un romitorio per i suoi religiosi e vi trasporta il quadro della Madonna. Per soddisfare la devozione del crescente numero di fedeli e pellegrini, istituisce due feste: una nella Domenica dopo Pasqua e l'altra nella Domenica dopo l'Assunta. Nel 1906 l'Arcivescovo di Cosenza affidò il santuario ai Missionari Passionisti. Con la loro venuta il santuario da piccola chiesa è diventato una grande Basilica. E' sorto un fiorente centro di spiritualità che accoglie sacerdoti, religiosi e laici desiderosi di rinnovamento spirituale. In occasione del suo viaggio in Calabria nell'ottobre del 1984, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha nuovamente incoronato il quadro della Madonna alla presenza di numerosi fedeli provenienti dall'intera regione. La festa che si svolge nella prima domenica dopo Pasqua è preceduta da una settimana di eventi in onore della Madonna della Catena. L’altra festa si svolge con un triduo dal 13 al 15 agosto.

Paola -Santuario San Francesco di Paola

Poco lontano dall'abitato si trova il Santuario di San Francesco di Paola. Al suo interno sono conservate le reliquie del Santo, nella cappella (della fine del ‘500) che si trova in fondo alla navata destra, una tavola con San Francesco d’Assisi con a fianco San Francesco di Paola, di fattura molto recente, e un affresco del ‘400 raffigurante la “Madonna degli Angeli”. L'appuntamento di maggio ricorda la canonizzazione del Santo patrono. Dalle prime ore della mattina del 2 maggio, sul piazzale del santuario, si riversano molti pellegrini per celebrare quella che è ormai stata definita la "giornata della Solidarietà e dello sviluppo in Calabria". Dopo il raduno ha inizio un corteo che percorre il centro storico e poi si ferma in piazza IV Novembre: qui intervengono testimonianze, religiosi e forze politiche. Nel pomeriggio viene celebrata la S. Messa, durante la quale i sindaci delle varie Province offrono l'olio per la lampada votiva che viene accesa dal primo cittadino di Paola. Nel pomeriggio il "Sacro Mantello" viene portato in processione via mare. Nella parte centrale del Lungomare viene buttata, in forma solenne, la corona a mare. Il 4 maggio si svolge la processione con il busto del Santo. Nel pomeriggio il corteo prosegue verso l'arenile, dove, assieme alle autorità Religiose e Civili, c'è la benedizione del mare in forma solenne. Poi la processione riprende il suo cammino facendo rientro al santuario.

San Sosti -Santuario Madonna del Pettoruto

Cittadina di grande suggestione, San Sosti è un antico centro di turismo religioso, di origine greco-bizantina. Qui si trova il Santuario Basilica Maria SS del Pettoruto, di origine basiliana. Secondo la tradizione, nel 1500, un certo Nicola Mairo di Altomonte, che era ricercato dalla polizia per un omicidio non commesso, si nascose tra i due monti Mula e Milara, in una località aspra e rocciosa denominata "Petruto" che significa "pietroso", "roccioso". Qui l'uomo visse nella più completa solitudine, a contatto con la natura, e poiché aveva una grande devozione per la Madonna, pensò di scolpirne l'immagine su una delle due rocce vicine, per poterla invocare affinché la sua innocenza venisse scoperta presto. L'immagine rappresenta la Madonna che tiene in braccio il Bambino, mentre nell'altra mano regge un ramoscello fiorito. Molto tempo dopo, un pastorello sordomuto, che pascolava le sue pecore nella località "Petruto", fu testimone dell'apparizione della Madonna che gli ordinò di andare dal parroco per chiedergli di erigere sul posto un tempio in suo onore. In un primo tempo fu eretta solo una piccola cappella, che fu chiamata Rifugio e intorno alla fine del 1600 furono fatti i lavori di ampliamento. La chiesa attuale è a tre navate e antistante la facciata vi è un ampio spiazzo che accoglie i pellegrini. Nel corso dei secoli essa subì numerose trasformazioni fino a diventare oggi molto grande. La festa dedicata alla Madonna ha luogo il 7 Settembre.

Isola Capo Rizzuto -Chiesa Madonna di Capo Colonna

Sul promontorio di Hera Lacinia sorge il Santuario dedicato alla Madonna di Capo Colonna. Le prime notizie sul santuario risalgono ai primi del 500. In un manoscritto dell’epoca si racconta che sul luogo esistesse una piccola chiesa dove si venerava la Sacra immagine della Madonna caduta nelle mani dei turchi durante un’incursione. Questi la incendiarono, ma miracolosamente, non prese fuoco. I turchi decisero di portare via il quadro, ma la galea rimase ferma nonostante lo sforzo dei rematori; intimoriti i musulmani buttarono il quadro nelle acque del mare. La tela arrivò dolcemente a riva dove fu trovata da un pescatore che la nascose in una cassapanca e solo in punto di morte rivelò il suo segreto. Il quadro è custodito all’interno della cattedrale di Crotone. Nel tempo il grande quadro fu copiato in più piccolo formato per le esigenze di culto della chiesetta di Capo Colonna ed è proprio questo "quadricello" che è portato in processione via mare con un corteo che parte da Capo Nao. Ogni anno, nel mese di maggio, si celebra la festa della Beata Vergine e il dipinto della Madonna viene accompagnato in processione da numerosissimi fedeli con un pellegrinaggio notturno che si snoda per le vie cittadine fino al santuario di Capo Colonna.

Palmi -Chiesa Madonna della Lettera

Palmi è una cittadina moderna a vocazione turistica, in posizione incantevole a ridosso del monte S. Elia e su un terrazzo dominante Punta Peloro della costa siciliana. Il paese trae le sue origini dalla città magno-greca di Taureana, distrutta intorno al X sec. La “Varia”, manifestazione popolare di particolare coinvolgimento, si riallaccia al culto della Madonna della Lettera di Messina. Nel 42 d. C. la Madonna donò ad alcuni Messinesi che si erano recati a Gerusalemme, una lettera ed una ciocca dei suoi capelli. Nel 1582 i Messinesi donarono un capello della Madonna agli abitanti di Palmi per ringraziarli dell'aiuto offerto durante l'epidemia di peste del 1577. La manifestazione della Varia è preceduta dai riti che celebrano la Madonna della Lettera ed il Sacro Capello. L'ultimo sabato di agosto l'effige della Madonna della Lettera viene portata in processione insieme con il reliquiario del Sacro Capello, posto su un vascello in miniatura. La domenica seguente è dedicata alla Varia che ripropone la versione messinese della "Bara", struttura piramidale sostenuta da grosse travi di legno. Una scenografia di 16 metri viene posta su una impalcatura in ferro a rappresentare l'Assunzione: una grande nuvola sulla quale ruotano il sole, la luna, la terra, gli angeli e in cima, sostenuta dal Padreterno, è collocata l'"animella", una bambina di 10-11 anni scelta per elezione popolare, alla quale spetta il compito di chiedere la benedizione sull'intera città. L’imponente struttura viene messa in movimento ("scasata") da circa 200 portatori (detti "mbuttaturi") che la trascinano lungo il percorso mentre l'animella dall'alto saluta la folla.

San Lorenzo -Santuario Madonna della Cappella

Il piccolo centro di San Lorenzo si affaccia sulla valle dell’Amendolea; le sue origini sono dovute all'insediamento di monaci basiliani. Il paese si presenta con una piacevole piazza contornata da vari palazzi e dalla Chiesa Madre. A Chorio di San Lorenzo nacque il Beato Padre Catanoso. In località S. Pantaleone, sui resti di un antico monastero basiliano, nel 1807 è stata costruita la piccola Chiesa della Madonna della Cappella oggi Santuario. Il santuario custodisce l’icona raffigurante la Vergine col Bambino in braccio, nell’atto di prendere la mela che la Madre gli porge. Il volto della Madonna è soave e lo sguardo rivela una bellezza astratta. Il volto del Bambino, secondo il modello bizantino, è più di uomo che di bimbo. L'ultima domenica di luglio l’icona viene portata in processione nella chiesa di Santa Maria di Nives in S. Lorenzo. Il 12 agosto si svolge la processione con la quale l'icona ritorna nel Santuario, dove i festeggiamenti continuano sino a ferragosto quando si concludono con un processione ed i festeggiamenti civili. Il termine "cappella” oltre che "piccola chiesa" significa anche "commercio al dettaglio, traffico al minuto": questa è l’accezione da considerare. Infatti, tre giorni prima della festa i monaci e i contadini della vallata vendevano e compravano merci, soprattutto grano per la semina e gli attrezzi agricoli.

Melito Porto Salvo -Santuario Madonna di Porto Salvo

Melito Porto Salvo sorge su una collinetta che si affaccia al mare e le sue origini risalgono ai tempi dei greci e dei romani. Il Santuario della Madonna di Portosalvo venne costruito nel 1680. L’interno, a navata unica, presenta un’aula rettangolare conclusa dall’abside e ornata di tre altari. Sull’altare centrale è conservato il dipinto su tela della Madonna di Portosalvo con in grembo il Bambino e circondata da angioletti. Ai Suoi piedi è raffigurato il mare con un veliero in atto di approdare, mentre un angelo tiene in mano un’ancora per agganciarlo alla terraferma. La leggenda racconta, infatti, di una ragazza rapita e tenuta prigioniera dai Turchi. Ella pregava incessantemente la Vergine che le apparve e la invitò ad imbarcarsi recando con sé la Sua effigie. L’imbarcazione, dopo molte peripezie, approdò sulla spiaggia di Melito, dove la ragazza poté riabbracciare i suoi familiari. Il popolo, nel vedere l’immagine sacra che la ragazza portava con sé, accolse con gioia questo dono celeste e per gratitudine edificò subito un’edicola vicino al mare. Il quadro della Madonna viene portato in processione nel borgo di Pentadattilo il 25 marzo e qui rimane per un mese. Il penultimo sabato di aprile i fedeli vi si recano in pellegrinaggio e, con la processione della "calata", il quadro ritorna a Melito. La domenica si svolge la processione in paese, mentre il 1° maggio ha luogo il “Palio della Madonna di Portosalvo” che vede coinvolti i cavalieri delle 14 contrade.

Pazzano -Santuario Santa Maria di Monte Stelle

Tra monte Consolino e Monte Stella, affacciato sulla vallata dello Stilaro, si trova Pazzano, piccolo paese fondato nel XIII sec. dai minatori che lavoravano nelle ricche miniere di ferro della vallata. Sul fianco di Monte Stella si trova un convento con l'annessa chiesetta, le prime strutture che accolgono il pellegrino che può godere del silenzio e dell'affascinante panorama che abbraccia l'intera vallata. Una scalinata scavata nella roccia conduce all'imponente grotta naturale che si apre dal cuore del monte sulla vallata dello Stilaro: al suo interno le pareti portano ancora parti degli affreschi tardo bizantini che le decorarono e sul piccolo altare è posta la statua marmorea a tutto tondo di Santa Maria di Monte Stella. Le origini del santuario sono da ricondursi al VII sec. quando i monaci bizantini, che fuggivano dalla Grecia, trovarono rifugio nelle cavità naturali delle montagne di questo territorio. Dalla presenza di un affresco raffigurante S. Maria Egiziaca si ipotizza che vi fosse un eremo femminile. La grotta è meta di migliaia di pellegrini. Nella notte del sabato precedente la I o la II domenica di agosto viene celebrata la liturgia ortodossa della “Trasfigurazione del Signore”, mentre nella notte del 14 agosto si svolge una Fiaccolata e la S. Messa di mezzanotte che celebra la “Kimisis” (il transito di Maria).

Placanica -Santuario Madonna dello Scoglio

Nei pressi del piccolo borgo medievale di Placanica vi è la frazione di Santa Domenica, dove migliaia di pellegrini affluiscono presso il Santuario della Madonna dello Scoglio, chiesetta che sorge accanto alla roccia sulla quale la Madonna apparve a Cosimo Fragomeni (Fratel Cosimo). Dinnanzi al santuario, un vasto piazzale accoglie i fedeli che vi si recano a pregare la Madonna ed incontrare Fratel Cosimo. L'uomo dei miracoli, farà apporre a Santa Domenica, nel luogo delle apparizioni, una bellissima statua di marmo raffigurante la Madonna. Oggi, centinaia di migliaia di persone ogni anno visitano i luoghi e chiedono miracoli e grazie. Sono moltissimi i miracoli attribuiti a Fratel Cosimo, come ogni illuminato ha un carisma che infonde serenità e una dialettica semplice e diretta che rassicura ognuno dei migliaia di pellegrini che si recano a Santa Domenica. Fratel Cosimo riesce a vedere in ogni animo, individuando la malattia o la tragedia che perseguita ogni singola persona da lui ricevuta. In pochi minuti è in grado di ricevere e rispondere a centinaia di persone senza che alcuna domanda gli venga posta. Ogni mercoledì e sabato pomeriggio vi è un incontro di preghiera nel luogo dell'apparizione. Il primo sabato di ogni mese viene celebrata la Santa Messa, preceduta dalla preghiera del Santo Rosario e seguita dalla preghiera di intercessione di Fratel Cosimo. Sul far della notte, c'è la fiaccolata: una processione con le fiaccole come quella di Lourdes, che scende dalle strade pietrose per risalire dall'altro versante. Le celebrazioni che richiamano un gran numero di fedeli in pellegrinaggio alla Madonna dello Scoglio hanno luogo nei giorni 10/11 Febbraio - “Giornata Mondiale del Malato”, 10/11 Maggio - “Anniversario della prima apparizione”. In ambedue i casi viene celebrata la Santa Messa preceduta dalla preghiera del Santo Rosario, la preghiera di intercessione di Fratel Cosimo e una fiaccolata.

Polsi -Santuario Madonna della Montagna

San Luca ai piedi dell’Aspromonte, sul versante ionico, è la porta d’ingresso per giungere al Santuario di Polsi, che rappresenta un fondamentale punto di riferimento del culto mariano. Il luogo dove sorge il santuario è uno tra i più suggestivi della regione: una profonda vallata incassata tra i monti dell'Aspromonte ai piedi del Montalto, sulla cui vetta è collocata una statua in bronzo del Redentore. Il primitivo santuario di Polsi fu costruito nel 1144 dal conte Ruggero Normanno. L’interno è a tre navate in stile barocco, la centrale ha un cassettone di oro zecchino in fogliame. Le arcate, poggianti su robusti pilastri, sono decorate con stucchi di buona fattura, opera di artigiani calabresi. Lungo le pareti sono dipinte scene descrittive della vita e dei prodigi della Vergine. L'altare presenta una nicchia nella quale è posta la statua scolpita su pietra tufacea della Madonna con in braccio il Bambino. La tradizione narra che la scultura destinata ad una chiesa di S. Cristina in Aspromonte, sia stata collocata sopra un carro e i buoi abbiano cambiato direzione, giungendo al santuario. La festa in onore della Madonna inizia il 24 di agosto con la novena, mentre il 2 settembre viene celebrata la Santa Messa dal Vescovo. La processione con la statua lignea della Madonna è accompagnata dai pellegrini. L'ultimo tratto si svolge di corsa. La festa si conclude con canti devozionali nei vari dialetti.

Seminara -Santuario Madonna Nera

Seminara è un centro agricolo situato tra la Costa Viola e l'Aspromonte, a breve distanza da Palmi. È nota per le sue produzioni artigianali di pellami, tessuti e ceramica. Nelle sue chiese si conservano notevoli opere d'arte; tra le quali un gruppo in marmo di A. Gagini. Il Santuario è in stile romanico a tre navate, con volta a capriate, un pronao esterno all'ingresso principale e duplice torre campanaria. L'iniziale struttura venne distrutta dal terremoto del 1908 e successivamente ricostruita. Oggi ospita una delle tre statue presenti in Italia (le altre due sono a Tindari e ad Oropa). La statua che è la più antica statua lignea della Calabria, è in legno di cedro, dipinta interamente di nero e rivestita da uno strato di oro zecchino con un insieme di elementi architettonici che richiamano l'arte arabo-bizantina. Si pensa che la statua sia stata trasportata dai monaci basiliani in fuga dall'Oriente. Secondo la tradizione, quando la Statua venne trovata tra le rovine di una chiesa Taureana, nessuno riuscì a sollevarla, se non un gruppo formato dai più poveri: da qui il titolo di Madonna dei Poveri. I festeggiamenti in onore della Madonna hanno inizio la sera del 31 luglio quando, nella grande piazza centrale del paese, si fa esplodere una particolare struttura di fuochi d'artificio detta "Pala". Dal 1° al 15 agosto, ogni mattina, la prima Messa è celebrata in onore della Madonna. Caratteristica è la “Sfilata dei Tamburinari” che giungono da tutta la regione, espressione di eventi storici e sociali seminaresi. Altra manifestazione è il “Ballo dei Giganti Mata e Grifone”. Il giorno 14, durante la processione della Madonna, viene portato a braccia un “Palio”, un pesantissimo e voluminoso piedistallo di legno a intarsi dorati su cui poggia il simulacro.

Serra San Bruno -Santuario Santa Maria del Bosco

Serra San Bruno è senza dubbio uno dei luoghi di maggior interesse turistico che possa offrire la montagna calabrese con qualcosa in più: il senso della storia e dell’arte. Immerso tra secolari abeti bianchi e tra giovani faggi, il complesso del Santuario di Santa Maria del Bosco è il luogo di maggior richiamo turistico e religioso di Serra San Bruno. In estate, sono decine di migliaia i visitatori che si ritemprano proprio nei luoghi dove visse gli ultimi dieci anni della sua vita e dove morì San Bruno di Colonia. Il luogo è formato da un ampio piazzale alla cui destra si trova il "laghetto di San Bruno" dentro il quale il Santo si immergeva per offrire a Dio la sua penitenza. Percorrendo la scalinata in granito si giunge al Santuario di Santa Maria del Bosco ricostruito dopo il terremoto del 1783 sui resti dell'antica chiesa fatta erigere da San Bruno. L'interno della chiesa ha linee molto semplici ed alcuni pezzi d'arte provenienti dall'antica Certosa, mentre sull'altare maggiore spicca la statua lignea raffigurante Santa Maria del Bosco. Sul lato opposto del santuario, troviamo il "dormitorio di San Bruno", probabilmente il luogo dove il Santo trovava ricovero, e dove fu seppellito. La festa in onore di Santa Maria del Bosco si svolge lotto giorni dopo il 15 agosto.

Vallelonga -Santuario Madonna del Monserrato

Vallelonga sorge su un colle delle Serre occidentali. Il paese venne costruito da frati basiliani fuggiti dalla costa in seguito a scorribande barbariche. Sulle rovine della chiesetta convento venne edificato il Santuario di Maria SS. di Monserrato. La chiesa in tre navate è arricchita da un portale in granito e un altare in marmo. Il culto della Madonna viene da Montserrat, una montagna di Barcellona dove c’è un santuario dedicato alla Madonna. Invece, in Italia ha origini risalenti al 1500, ma è dopo il terremoto del 1783 che si rafforza. In quell’anno tutto il paese fu raso al suolo. Gli abitanti di Vallelonga, però, alle prime avvisaglie del terremoto salgono verso la chiesa e lì, raccolti in preghiera, pregano la Madonna per tutto il tempo. È così che assistono alla consumazione del paese, ma nello stesso tempo levano un inno di ringraziamento alla Madonna che li ha salvati chiamandoli alla sua chiesa. E per dimostrare la loro gratitudine, la prima cosa che faranno dopo il terremoto non sarà quella di ricostruire le loro case, ma la riedificazione di un tempio in onore di Maria. I festeggiamenti in onore della Madonna di Monserrato si svolgono la seconda domenica di luglio. Oltre la novena e la processione vi è la devozione degli abitanti di Vallelonga del "lu panettiežù". Durante la celebrazione eucaristica e nella processione viene cantato l'inno Ufficiale.

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