La pesca del pesce spada
Il Pesce Spada è un piatto tipico della cucina calabrese nella provincia di Reggio Calabria, dove il Pesce Spada viene definito come "il pinocchio della Costa Viola" essendo il pesce più richiesto e l’indiscusso protagonista della gastronomia calabrese; non solo per la prelibatezza delle sue carni, ma anche per il rituale folkloristico che ne caratterizza la pesca.
Uno degli spettacoli più attraenti consiste infatti nell’assistere alle battute di pesca delle "passarelle" o "spatare", le caratteristiche e rapide imbarcazioni specializzate nella caccia al pesce spada nelle acque azzurre della Costa Viola. Le "spatare" sono guidate dal timoniere e avvistatore che si pone in equilibrio su di un alto pennone dove vi è anche il cassero, il traliccio metallico del pennone è alto dai 15 ai 25 m. Dalla prua della barca fuoriesce poi un altro ponte metallico, la "passerella" appunto, da dove il fiocinatore "u lanzaturi", il solo legittimato a scagliare contro il pesce spada l'asta di legno con una punta d'acciaio munita di alette: "u ferru", avvertito dall'avvistatore, vibra il colpo mortale alla preda. Questo metodo di pesca al Pesce Spada è anche magicamente narrato da una canzone di Domenico Modugno, "u piscispada".
La testimonianza di Archestrato narra inoltre che anticamente proprio dalle sponde reggine partivano i pesce spada per Atene, pescati con le tecniche ancora oggi in uso ed introdotte dai fenici. Nell'antica pesca, la cui origine si perde appunto nei secoli, i punti fermi della tecnica di cattura erano tre: avvistare; inseguire, raggiungere ed arpionare; issare la preda nella barca. Appena l'avvistatore scorgeva dall'alto la traccia del pesce spada, segnalava con un panno bianco e con segni e grida convenzionali, la presenza e la direzione della preda. Iniziava così la "caccia". Renato Guttuso, che soggiornò a Scilla negli anni Cinquanta, fece in tempo a fermare su una tela l'immagine del "falere" e dei vogatori , ma già prima di lui, per secoli, la cattura del pesce spada costituì uno spettacolo unico in tutta l'Europa, a cui assistevano e a volte partecipavano personaggi di rango elevato. Oggi la pesca viene effettuata da imbarcazioni moderne chiamate "passerelle", feluche a motore, dotate a prua di una lunga passerella (circa trenta metri) per favorire il lancio dell'arpione e, al centro, di un altissimo albero metallico (oltre venti metri), per l'avvistamento. Queste imbarcazioni solcano sistematicamente il mare, nel periodo estivo, fra le coste della Calabria e della Sicilia.