Cenni Storici
La presenza di insediamenti umani in Calabria sin dal Paleolitico (300.000-600.000 anni fa) è documentata dai ritrovamenti di numerosi reperti storici in varie area della regione.
Nella grotta di Torre Talao a Scalea in provincia di Cosenza sono state ritrovate schegge di selce e fauna fossile.
Risale invece a circa 120.000-9.000 anni fa il suggestivo graffito rinvenuto in una grotta nel comune di Papasidero (Grotta del Romito) in provincia di Cosenza.
Tracce di abitazioni neolitiche (30.000-40.000 anni fa) sono state rinvenute a Girifalco in provincia di Catanzaro: si tratta di grotte abitate e tombe a cassetta di lastroni.
Presso la necropoli di Torre Mordillo, in provincia di Cosenza, e presso la Necropoli di Torre Galli, nei pressi di Vibo Valentia sono stati rinvenuti suppellettili risalenti all'età del Ferro.
A Calanna, in provincia di Reggio Calabria, sono stati rinvenuti reperti risalenti al periodo Protostorico ( X secolo a.C.).
Risale al VIII secolo a.C. la fondazioni di Locri, Crotone, Sibari, Reggio, Caulonia e altre colonie minori da parte dei primi coloni greci, il cui arrivo segnò la nascita di una grande civiltà . Numerosi reperti di tale periodo, che raggiunse il suo massimo splendore nel III secolo a.C. e assicurò alla cultura uomini illustri come Pitagora, sono custoditi nei Musei della regione, tra i quali menzioniamo il Museo Nazionale di Reggio Calabria e quello di Crotone.
La colonizzazione romana non ha invece segnato segni particolari della sua presenza, tranne che la costruzione di alcune terme e di strade, tra le quali si nomina la Via Popilia (132 a.C.) che collegava Capua con Reggio.
Calabrese fu il celebre Flavio Aurelio Cassiodoro (490-583 circa), collaboratore di Teodorico che fondò nei pressi di Squillace il famoso Vivarium, centro di studi e ricerche.
Significativa fu invece in Calabria la presenza dei Bizantini (535) che contribuirono alla rinascita di importanti località come Rossano e Santa Severina che conservano tuttora tracce della loro dominazione.
A partire dal VI-VII sec. iniziò dall'Asia Minore il flusso migratorio dei Monaci Basiliani cacciati dalle persecuzioni islamiche. Essi salvarono dalla distruzione, codici, opere d'arte e immagini sacre.
Il 1049 segnò l'arrivo dei Normanni con i quali si verifica il passaggio dalla cultura greca a quella latina.
Significative furono poi la presenza Angioina e quella Aragonese. Quest'ultima inizia con la conquista del Regno di Napoli da parte di Alfonso d'Aragona (1442)
Durante il dominio napoletano nacquero delle importanti industrie siderurgiche a Mongiana e tessili su tutto il territorio regionale. Ma con il terremoto del 1783, l'economia regionale subì gravi danni.
Nel periodo del risorgimento le idee di rivoluzione approdarono anche in Calabria tanto da diventarne il luogo ideale di diffusione degli ideali carbonari. Con l'inizio delle ostilità tra l'esercito piemontese e i briganti, l'Unità di Italia si rivelò una chimera per i Calabresi, che piombarono in uno stato di totale abbandono da parte delle Autorità centrali. Solo negli anni cinquanta, con l'istituzione della Cassa per il Mezzogiorno, venne formulato per la prima volta un piano di sviluppo per la regione. Un esempio può essere la costruzione dell'autostrada Salerno Reggio Calabria, che uni definitivamente la Calabria all'Italia.