Cenni storici sui castelli in Calabria
Le strutture difensive in Calabria sono state influenzate dalla continua minaccia delle invasioni dal mare. Un tratto di costa così grande ha costretto il potere nelle varie epoche, a costruire molte di queste opere difensive. Con i Normanni si cominciano ad avere le prime efficaci opere difensive in muratura e quindi nascono i primi castelli.
Ogni opera aveva una precisa motivazione militare e strategica, collocandosi lungo le principali vie di comunicazioni o a presidio di città. Molte scelte vennero imposte dalle invasioni barbariche, come quella che portò i Visigoti di Alarico fino a Cosenza. Un passaggio determinante nella storia dei Castelli in Calabria è l’avvento della dominazione degli Svevi.
Nel 1194, l’ultima erede dei Normanni, Costanza d’Altavilla sposò Enrico VI, re saggio e colto che diede alla Calabria un periodo felice e culturalmente molto ricco. Promosse lo sviluppo economico della regione e fece costruire Castelli e Cattedrali.
L’Imperatore Svevo apportò molti cambiamenti nell’ordinamento militare tracciando un preciso programma difensivo, potenziando le fortezze esistenti e facendone costruire delle nuove.
La caratteristica architettonica dei castelli Svevi era a base quadrata o rettangolare con quattro basi cilindriche o poligonali agli angoli. Alla morte di Federico II, il figlio Manfredi continuò la politica paterna che mirava all’unificazione italiana e alla supremazia imperiale. Politica che lo portò a lottare contro il Papa, il quale offre la corona di Sicilia a Carlo I d’Angiò, fratello del Re di Francia.
Nel 1266 Carlo I d’Angiò batte Manfredi a Benevento che rimane ucciso in battaglia, finiva così la dominazione Sveva ed iniziava quella Angioina. In epoca Angioina elemento fondamentale della difesa del castello, era il "tiro piombante" che consisteva nel lancio di pesanti pietre che rimbalzando, produceva effetti devastanti sugli assedianti.
In questo periodo furono realizzate, sulle coste, torri per la difesa e la segnalazione. I castelli e le torri costiere, consentirono agli Angioini di difendere i confini del Regno fino alla pace di Caltabellotta (1302) quando la Sicilia passò agli Aragonesi.
La rivolta tra Aragonesi e Angioini non accennò a placarsi, combattendo continue guerre e tenendo sotto pressione la Calabria perché zona di confine tra le due Corone, si concluse nel 1442 con la definitiva vittoria degli Aragonesi e l’ascesa al trono di Napoli di re Alfonso.
Fu con Luigi III d’Angiò che la provincia di Cosenza, godette di un periodo di relativa tranquillità, giacchè il sovrano tentò una politica di interventi nel territorio, attraverso il rafforzamento dei castelli e l’inserimento del baronaggio locale nella vita amministrativa.
Si pensa furono costruiti in questo periodo i castelli di Castrovillari, di Corigliano e di Belvederevedere Marittimo.
Castelli della Provincia di Catanzaro
ALBI - ruderi di castello medievale
BADOLATO - resti di mura medievali del castello Raveschieri (sec. XVII)
BELCASTRO - castello dei Conti d'Aquino (sec. XIII)
CATANZARO - ruderi con torre
FALERNA – castello ( Castiglione Marittimo)
GUARDAVALLE - torre
MAIDA - castello, resti di mura e torrione cilindrico normanno
MARTIRANO LOMBARDO - castello svevo, resti
LAMEZIA TERME - ruderi del castello normanno (Nicastro); Bastione di Malta (S. Eufemia)
SAN SOSTENE - resti del castello di origine normanna
SANT'ANDREA DELLO JONIO - resti del castello di origine normanna
SIMERI CRICHI - resti del castello feudale
SQUILLACE - resti del castello di origine normanna
TAVERNA - resti del mastio e ruderi delle mura
TIRIOLO - resti del castello feudale
BELCASTRO castello di Belcastro
Oltre i resti del castello bizantino sul colle Timpe (Rupe), del quale sono ancora visibili la torre d’entrata di chiaro rifacimento medievale e spezzoni della cinta muraria,Sul promontorio opposto sorge il castello medievale dei D’Aquino, recentemente restaurato, con al centro il poderoso Mastio quadrilatero a tre piani, un tempo torre normanna; i resti delle muraglie perimetrali con torrette quadrangolari, cilindriche e semicircolari (ruderi dei sec. XIII-XV) delineano la pianta del castello.
Di notevole interesse è la Cappella costruita (1334) sulle rovine della Camera dove nacque S. Tommaso d’Aquino.
Nel cortile del castello vi era anche la magella del pozzo, in pietra a coronamento esagonale, con stemmi scolpiti (sec. XIV) e che adesso è stata collocata presso l’ ex cattedrale come fonte battesimale.
CATANZARO castello di Catanzaro
Del castello di Catanzaro, sulla rocca del S. Giovanni, non esistono più tracce significative.
La costruzione del castello è attribuita da alcuni storici a Roberto il Guiscardo nell’anno 1070, ma è da ritenere che già nel 904 la città avesse un proprio fortilizio.Il castello era costituito da una cortina muraria difesa da torri alte e merlate. Una torre, probabilmente con funzioni da mastio, guardava la città.
FALERNA castello di castigliane marittimo(CASTIGLIONE MARITTIMO)
Il castello di Castiglione, fu realizzato come opera difensiva in muratura e rientrava nel contesto delle opere di fortificazione fatte edificare dai Normanni, per frenare le orde dei Saraceni che da secoli flagellavano la Calabria.
Questa grande opera fu per importanza, imponenza e posizione una fra le principali opere di fortificazione ed oggi, a testimonianza della stessa, esistono i ruderi dei muri perimetrali, l’arco d’entrata con l’adiacente locale del posto di guardia ed il vano anticamente destinato a cisterna per la raccolta e approvvigionamento idrico.
GUARDAVALLE-Torre Cavallara
La Torre Cavallara (Vinciarello) fu costruita da Vincio Spedalieri nel 1485 per provvedere alla difesa del litorale contro le incursioni dei Turchi. Al piano terra vi era la scuderia per i cavalli, mentre, al primo piano alloggiavano i soldati. Il fabbricato fu parzialmente distrutto nel terremoto del 1783 e poi ricostruito. Sul frontone è murata un’interessante lapide marmorea con la data del 1485. Accanto alla torre, verso sud, vi era una cappella dedicata a S. Pietro. Della cappella oggi restano la pala lignea con l’immagine del Pescatore di Galilea, e la campana bronzea datata 1785.
LAMEZIA TERME- Castello Normanno– Svevo
Non si conosce con certezza l’epoca esatta della sua costruzione, ma la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo è il periodo più probabile.Più consistenti i lavori voluti dagli Svevi nel 1198, per volere di Costanza D'Altavilla, e soprattutto dall'Imperatore Federico II, nel 1235, grazie ai quali il maniero fu ampliato nel suo perimetro, dotato di una cinta muraria intervallata da torri e di un possente mastio pentagonale. Gli interventi sul castello continuarono anche nel seguente periodo angioino, a cominciare dalla pavimentazione e dai restauri alle torri esistenti voluti da Carlo I; furono inoltre potenziate tutte le strutture difensive del complesso, con l’aggiunta di lunghe mura e nuove torri sul lato sud.Solo piccole riparazioni durante il periodo aragonese, mentre radicali furono le ristrutturazioni volute da Carlo V di Spagna. Inserito nel piano difensivo generale per l’Italia meridionale, approntato da Don Pedro Toledo, Viceré di Napoli, l’edificio fu trasformato in un poderoso complesso militare, adattato alle nuove esigenze belliche.
I robusti bastioni a forma triangolare hanno conferito all’edificio l’aspetto attuale. Rimangono tuttavia rovine consistenti: gli avanzi di quattro torri cilindriche, le mura con base scarpata, i bastioni, di cui uno pentagonale, un contrafforte con loggetta cieca ed i ruderi di un corpo ottagonale.
Bastione dei cavalieri di Malta
Poderosa fortificazione ad impianto quadrato eretta verso 1520 al centro del golfo, presidio militare del litorale con funzioni di avvistamento e difensivo contro le flotte e le incursioni dei pirati arabi. Sede dell'ordine dei Cavalieri di Malta, il bastione fu provvisto di guarnigione militare e di "macchine belliche" dal balì Frà Signorino Gattinara. Attualmente nel suo interno sono esposti oggetti ed attrezzi vari legati alla cultura rurale lametina.
MARTIRANO Castello di martirano
Il suo castello, insignito personalmente da Roberto il Guiscardo, tra l'XI e XII secolo rappresentò uno dei capisaldi del potere feudale normanno: nelle sue prigioni venne destinato il ribelle figlio di Federico II, Enrico, e fino alla fine del Settecento fu il baricentro politico di tutto il territorio circostante.
Il castello fu completamente demolito dal terremoto del 1905.
SANT’ANDREA SULLO JONIO
I resti del castello di origine normanna si trovano nella piazza della Chiesa matrice, dove tra l’altro è situata la Torre dell’Orologio.
SIMERI castello di Simeri
Simeri Crichi è situato nell'entroterra a Nord-est di Catanzaro. Per l'area di Simeri, il nucleo urbano in alto, detto "Vaglio" dalle caratteristiche architettoniche bizantine con relativo castello, è stato edificato nel X secolo e come tutti i paesi della Calabria il motivo era il riparo dalle incursioni saracene e piratesche. La zona è uno dei tanti tesori all'aperto della Calabria, tutto il territorio è costellato di reperti dell'età del ferro e del periodo magno-greco.
SQUILLACE castello di Squillace
Squillace dovette avere almeno due castelli; uno dei due fu costruito nel periodo normanno. Il castello venne poi rimaneggiato più volte in epoca sveva, angioina, e aragonese. Rilevante fu il rifacimento in epoca aragonese, testimoniato dallo stemma marmoreo della famiglia Borgia. Oggi il castello presenta gli avanzi delle mura, della piazza d’armi e di due torri, una poligonale e l’altra cilindrica.
TAVERNA- Torre del Bayulardo
Con l’avvento dei Normanni, a Taverna fu costruito il castello detto “Torre del Bayulardo”; ancora ben visibili sono i ruderi del mastio cilindrico, di parte delle mura e del rivellino.
TIRIOLO castello di Tiriolo
Da visitare i ruderi del castello eretto, durante la dominazione aragonese, sui resti di quello normanno.
Castelli della Provincia di Cosenza
ABATEMARCO - ruderi castello
ACRI - castello e torre
AIELLO CALABRO - resti castello castello normanno
ALBIDONA - torre
AMANTEA - rovine del fortilizio medievale, probabilmente eretto nel sec. XII
AMENDOLARA - castello
BELMONTE CALABRO - rovine del castello medievale
BELVEDERE MARITTIMO - castello aragonese detto del Principe e torre di Tirone
BISIGNANO - ruderi del castello medievale
BONIFATI - resti del castello medievale e torri
CALOPEZZATI - castello feudale (sec. XIV)
CAMPORA - torre
CARIATI - fortificazioni
CASSANO IONIO - ruderi del castello della Pietra (XV sec.)
CASTROLIBERO - ruderi torre
CASTROVILLARI - castello aragonese
CERCHIARA DI CALABRIA - castello feudale
CLETO - ruderi di castello medievale
CORIGLIANO CALABRO - castello di S. Mauro (fortilizio rurale cinquecentesco) Castello aragonese
COSENZA - castello normanno
CROPALATI - resti del castello feudale
CROSIA - castello di Mirto
DIAMANTE - torre di Cirella
FAGNANO CASTELLO - ruderi del castello Faggiano
FALCONARA - il castelluccio
FIUMEFREDDO BRUZIO - ruderi del castello feudale
FUSCALDO - castello feudale
GRISOLIA - resti del castello di Abatemarco
GUARDIA PIEMONTESE - torre
LAINO CASTELLO - ruderi del castello feudale
LONGOBARDI - ruderi del castello feudale
LUNGRO - castello
MALVITO - ruderi del castello feudale del sec. XII
MANDATORICCIO - ruderi del castello medievale
MONTALTO UFFUGO - ruderi del castello medievale
MORANO CALABRO - ruderi del castello medievale del sec. XV
MOTTAFOLLONE - ruderi del castello medievale
NOCARA - avanzi del castello medievale
ORIOLO - castello feudale
PAOLA - ruderi del castello aragonese del sec. XV-XVII
PAPASIDERO - ruderi del castello feudale
PRAIA A MARE - resti del castello medievale
RENDE - castello feudale fondato nel 1095
ROCCA IMPERIALE - castello svevo sec. XIII
ROSE - castello
ROSETO CAPO SPULICO- castello Nazario: complesso medievale sec. XIII-XIV
ROSSANO - castello S. Angelo 1543
SANGINETO - castello Angioino
SAN LORENZO DEL VALLO - castello feudale
SAN LUCIDO - resti del castello feudale
SAN NICOLA ARCELLA - castello Normanno
SAN MARCO ARGENTANO - torre
SAN SOSTI - ruderi del castello medievale
SARACENA - resti del castello svevo
SCALA COELI – castello
SCALEA - resti del castello normanno
TERRANOVA DI SIBARI - resti del castello feudale
TORTORA-Torre
TREBISACCE-Bastione
VILLAPIANA - resti del castello medievale
ABATEMARCO Castello di Abatemarco
In Abatemarco vi si trovano gli avanzi di un castello costruito su ruderi di un più antico edificio medievale. Il castello nel 1806 fu smantellato dai francesi.
ACRI Castello e Torre Civica
Del castello feudale di Acri rimangono soltanto i ruderi di un complesso fortificato del quattrocento sorto nella zona della Torre Civica.
AIELLO CALABRO castello di Aiello Calabro
La struttura attuale del castello risale al periodo Aragonese anche se evidenti sono elementi risalenti al periodo Normanno.
Il castello fu di fondamentale importanza militare. Composto di cinque porte ferrate, ponte levatoio, torri: il Mastio a base quadrata, la torre dell’Orologio e diverse torri di avvistamento, cappelle, cisterne per i bisogni della cittadella, cinta muraria e cunicoli per le fughe, è andato in rovina in seguito ai terremoti del 1638, del 1786 e del 1905. Tuttavia restano mura perimetrali, torri angolari speronate, cisterne ed alcune stanze sotto le torri, che è consigliabile visitare. Al castello si giunge attraverso una suggestiva via d’accesso, scavata nella roccia tufacea.
ALBIDONA Torre di Albidona
La Torre di Albidona fu costruita dai monaci Basiliani nel XV secolo e adibita a torre dal vicerè delle Due Sicilie, Don Pedro de Toledo. La sua base è rotonda e su di essa poggia una struttura cilindrica leggermente svasata a metà, con muri molto spessi. La torre appartiene a un discendente dei Chidichimo, che dal 1965 al 1981 l'ha ristrutturata nel pieno rispetto delle forme e degli spazi originari, per adibirla a propria abitazione. La struttura, pur massiccia, acquista snellezza ed eleganza per la sua posizione dominante sul promontorio rialzato della Marina di Albidona, contornata da boschi di pini d'aleppo e macchia mediterranea.
Il manufatto ed il territorio circostante sono vincolato dalla Sopraintendenza ai Beni culturali ed ambientali. Le visite sono possibili concordandole con il proprietario.
ALTOMONTE Castello di Altomonte
Il castello costruito nel XII secolo era l'abitazione dei signori di Altomonte. Per la sua posizione dominante ebbe importanza militare e difensiva. Rimaneggiato negli anni è stato ampliato da una serie di costruzioni che arrivano fino al limite della rupe che sovrasta. Conserva una graziosa loggia a tre arcate con copertura di legno che affaccia sulla Piana di Sibari. Presenti tracce di affreschi; all'interno si apre un cortile. In pietra lavorata sono gli stipiti delle feritoie e le mensole. Nella parte est del castello si trova, inoltre, una loggia a pianta circolare a sei cornici. E’ una fortificazione costruita a più riprese nel corso dei secoli, ma si possono identificare con certezza le epoche delle varie costruzioni che, intorno al 1400, completarono la struttura che oggi ammiriamo. Suggestivo è il loggiato che si affaccia sul grande anfiteatro della piana di Sibari. Oggi ospita un albergo a cinque stelle con splendidi saloni ed eleganti suites.
La Torre Normanna
O del Pallotta, edificata dai Normanni intorno al 1050, fu rimaneggiata da Guglielmo Pallotta, signore di Brahalla nel 1269. Si trova nell'attuale via Palladino è alta 25 metri. Di forma quadrata ha una possente struttura lapidea. L'impianto è quello tipico delle costruzioni normanne con contaminazioni posteriori, sul lato sud della facciata, infatti, si nota nella parte superiore una bifora in tufo, con archi ogivali tipici dello stile gotico, risalente al 1206. Anche l'uso della pietra squadrata, posta sui quattro spigoli, denota un ritocco posteriore risalente ai primi del 1200, così come la cornice in pietra che scorre, orizzontale, all'altezza della
finestra del secondo livello. Più recente la copertura in coppi. Dotata, all'interno, di cisterna per la raccolta di acqua piovana ha subito modifiche importanti: la scala, nell'attuale forma, è stata realizzata recentemente, un tempo infatti, il primo e il secondo piano dovevano essere collegati da gradini in pietra e al terzo, probabilmente, si accedeva mediante pioli o simili. Abitata fino ai primi del '900 conserva alcune aperture visive, di stile normanno, fatte praticando delle feritoie nei muri. In basso alle finestre sono scolpite delle sedute (panche) in pietra.
La Torre Normanna
O del Pallotta, edificata dai Normanni intorno al 1050, fu rimaneggiata da Guglielmo Pallotta, signore di Brahalla nel 1269. Si trova nell'attuale via Palladino è alta 25 metri. Di forma quadrata ha una possente struttura lapidea. L'impianto è quello tipico delle costruzioni normanne con contaminazioni posteriori, sul lato sud della facciata, infatti, si nota nella parte superiore una bifora in tufo, con archi ogivali tipici dello stile gotico, risalente al 1206. Anche l'uso della pietra squadrata, posta sui quattro spigoli, denota un ritocco posteriore risalente ai primi del 1200, così come la cornice in pietra che scorre, orizzontale, all'altezza della
finestra del secondo livello. Più recente la copertura in coppi. Dotata, all'interno, di cisterna per la raccolta di acqua piovana ha subito modifiche importanti: la scala, nell'attuale forma, è stata realizzata recentemente, un tempo infatti, il primo e il secondo piano dovevano essere collegati da gradini in pietra e al terzo, probabilmente, si accedeva mediante pioli o simili. Abitata fino ai primi del '900 conserva alcune aperture visive, di stile normanno, fatte praticando delle feritoie nei muri. In basso alle finestre sono scolpite delle sedute (panche) in pietra.
La Torre Normanna
O del Pallotta, edificata dai Normanni intorno al 1050, fu rimaneggiata da Guglielmo Pallotta, signore di Brahalla nel 1269. Si trova nell'attuale via Palladino è alta 25 metri. Di forma quadrata ha una possente struttura lapidea. L'impianto è quello tipico delle costruzioni normanne con contaminazioni posteriori, sul lato sud della facciata, infatti, si nota nella parte superiore una bifora in tufo, con archi ogivali tipici dello stile gotico, risalente al 1206. Anche l'uso della pietra squadrata, posta sui quattro spigoli, denota un ritocco posteriore risalente ai primi del 1200, così come la cornice in pietra che scorre, orizzontale, all'altezza della
finestra del secondo livello. Più recente la copertura in coppi. Dotata, all'interno, di cisterna per la raccolta di acqua piovana ha subito modifiche importanti: la scala, nell'attuale forma, è stata realizzata recentemente, un tempo infatti, il primo e il secondo piano dovevano essere collegati da gradini in pietra e al terzo, probabilmente, si accedeva mediante pioli o simili. Abitata fino ai primi del '900 conserva alcune aperture visive, di stile normanno, fatte praticando delle feritoie nei muri. In basso alle finestre sono scolpite delle sedute (panche) in pietra.
AMANTEA Castello di Amantea
Il castello di Amantea è situato sulla sommità dello sperone roccioso che domina l'abitato. Edificato verso la fine del secolo XIII, più volte restaurato e ampliato, presentava un impianto a base quadrilatera, con due lati a picco sui dirupi e gli altri due circondati da un fossato, il cui attraversamento era reso possibile da un ponte in muratura. Dell'antica struttura rimangono solo alcuni resti: un rudere di torre cilindrica, la cui costruzione può farsi risalire ad epoca sveva, un tratto di cortina e un pezzo di bastione.
Torre di Coreca
Si eleva sul promontorio che domina il mare sovrastante la scogliera emersa di Coreca. E' a pianta circolare con base troncoconica e corpo cilindrico. Probabilmente fu edificata nel sec. XVI.
AMENDOLARA castello di Amendolara
Il castello medievale di stile normanno è stato restaurato nel 1239 ad opera di Federico II ha subito parecchi rimaneggiamenti. All'interno un affresco della fine del XIII secolo raffigurante la Crocefissione e un altro affresco raffigura l'Onnipotente benedicente, racchiuso in una mandorla che è sorretta da due Angeli.
BELMONTE CALABRO
In cima alla collina su cui sorge il centro abitato di Belmonte Calabro si trovano i ruderi del castello costruito in epoca angioina. Adibito dapprima a roccaforte, fu in seguito dimora delle nobili famiglie che ebbero nel corso degli anni il controllo sulla cittadina. Dell'antica struttura si conservano le mura merlate, un torrione di forma cilindrica e alcuni archi. Pare inoltre che un passaggio sotterraneo collegasse il castello con il Rivellino, antica fortezza edificata nel XVII secolo.
BELVEDERE Castello
Il complesso ha pianta quadrata con due torri merlate sul lato sud. Sulla torre principale è evidente l’archeggiatura ogivale con beccatelli non sagomati. Sia i muri che le torri del maniero presentano il redondone e la base scarpata. Sui i versanti sud e ovest sono visibili le vestigia del fossato, mentre di fronte l’antico ingresso, si notano gli stretti spazi destinati ad accogliere le catene che sostenevano il ponte levatoio. L’ingresso è sovrastato dalla lapide con due putti che sorreggono l’arme di casa Aragona. Dichiarato Monumento Nazionale, il suo modello plastico è compreso ne’ “L’Italia in Miniatura” a Rimini.
BELVEDERE Torre
La torre del Tirone sorge nei pressi della Piazza Marina, antico luogo di riunione del popolo di Belvedere. Sostanzialmente ben conservata, la Torre, che fu edificata per esigenze difensive nel XVI o XVII secolo ad opera degli Spagnoli, presenta pianta quadrata e base tipicamente scarpata.
BISIGNANO
Dell’antico castello di origine normanna è rimasto soltanto un masso.
BONIFATI Castello
Il castello potenziato dai Normanni a difesa del territorio, fu distrutto dagli Angioini per impedire che venisse utilizzato dagli Aragonesi, allora guidati da Alfonso d'Aragona. La struttura originaria comprendeva cinque torrioni e un corpo centrale, ancora oggi visibili nei ruderi, tra i quali resiste il portale d'ingresso ad arco.
BONIFATI Torri
Nel Comune di Bonifati furono costruite, tra il 1558 e il 1567, quattro torri costiere (del Telegrafo, del Capo, di Fella e Parise), a difesa delle continue incursioni piratesche.
BONIFATI La torre di Porta di Mare
o Torre di porta malvitana, architettura cinquecentesca a pianta quadrangolare, (dove risulta ancora visibile il cordolo merlato) segna chiaramente il tratto della cinta muraria dell'antica Bonifati.
BONIFATI La Torre del Telegrafo
La torre del telegrafo è andata completamente distrutta nel terremoto del 1683
unici superstiti restano due blocchi di muratura
BONIFATI La Torre del Capo
del XV sec., recentemente acquistata e restaurata dal Comune, è di forma cilindrica. Nel 1852 fu adibita a telegrafo e durante la I e II guerra mondiale venne utilizzata dalla Marina Militare Italiana.
BONIFATI La Torre di Fella
è di età normanna (1112 - 1154) del periodo di Ruggero II. Al tempo della sua costruzione, probabilmente nel 1150, comprendeva un edificio adiacente destinato alle truppe militari. Tra il 1442 e il 1552 fu trasformata in castello da Fabrizio Brancia. Attuali proprietari sono la famiglia Goffredo che lo hanno destinato a struttura turistica. L'edificio dal 1984 è dichiarato monumento nazionale.
BONIFATI La Torre Parise
del XVI sec., di forma quadrangolare, è situata in zona stazione a pochi metri dalla spiaggia, è stata acquistata dal Comune sul finire degli anni ottanta.
CALOPEZZATI
Il Castello ha mantenuto inalterati i segni che caratterizzarono la sua architettura, come la severa volumetria e le quattro torri appena sporgenti sul corpo quadrangolare di base, propri della castellologia Sveva. Ancora esistente ed integro, il primitivo accesso sulla facciata di Nord-est, con la bellissima scala a torre e relativo passaggio mobile, sintetizza tutta la essenzialità dell'architettura medioevale. Nel ‘700 i Sambiase gli diedero l'impronta del secolo, adeguandone le funzioni abitative e arricchendolo di raffinati episodi scultorei e decorativi. Degni di nota la bifora quattrocentesca collocata in una delle finestre del Salone sul cortile interno, la biblioteca di raffinata fattura tardo barocca, alcuni soffitti, i camini monumentali, un cancelletto di ferro battuto al termine dello scalone di delicata lavorazione.
CAMPORA SAN GIOVANNI
A Campora possiamo ammirare due imponenti torri: la Torre di S. Giovanni che si erge su di un piccolo dosso, vicina al mare (a base circolare, del XIV secolo); la Torre della Principessa con tronco piramidale costruita verso la fine del cinquecento.
CARIATI Fortificazione
Intorno al centro storico è possibile osservare gli importanti resti di una fortificazione risalente al sec. XV – XVI edificata dagli aragonesi su preesistenti mura bizantine. Costruzione edificata con blocchi di arenaria ed all’interno, ricca di cocci ceramici del IV – III sec. a.C.
CASSANO ALLO JONIO
Castello della Pietra, ruderi (sec. XV).
CASTROLIBERO Torre
Il "Palazzotto", la vera zona archeologica di Castrolibero. In questo luogo si è sempre fatto menzione dell'esistenza di un quarto di torre rotonda di epoca remotissima chiamata "Guardiola". Nel 1994, a seguito degli scavi effettuati da un'equipe dell'Università della Calabria, si è scoperto che il "quarto" di torre era solo la punta di un iceberg sotterraneo. Dagli scavi è emersa l'intera circonferenza, con enormi mura, della torre. Ad una certa altezza della stessa è venuta alla luce una feritoia (finestrella) che punta, verso le località di Marano-Rende, su quella che un tempo fu una porta di accesso alla fortezza.
CASTROVILLARI
Il castello di Castrovillari fu edificato nel 1490 per volere di Ferdinando I d'Aragona, sovrano di Napoli. Con funzione prettamente difensiva, il castello presenta pianta quadrata e grosse torri angolari di forma cilindrica, di cui quella posta a destra dell'ingresso conserva ancora l'aspetto originario. Circondato un tempo da un profondo fossato su cui si apriva un ponte levatoio, conserva sul portone d'ingresso un singolare altorilievo, raffigurante le armi reali della casa d'Aragona, e un'iscrizione latina che ricorda la data di costruzione e la dinastia del fondatore. Il castello adibito a carcere fino al 1995, si presenta ottimamente conservato.
CERCHIARA DI CALABRIA
Costruito nel '300 e rifatto nel '500, il castello nacque a completamento delle mura della rocca longobarda, come si può dedurre da una delle torri di forma poligonale tipicamente normanna. Sotto la famiglia Chiaromonte esso fu ampliato e restaurato, come lascia supporre la torre rettangolare di stile normanno, costruita a nord sullo strapiombo della Gravina
CLETO
Cleto ha un’origine antica, le due sponde del Savuto e del Torbido cosentino segnarono e segnano tuttora i suoi confini naturali. I normanni costruirono l’abitato lungo le pendici del monte Sant’Angelo alla cui cima edificarono un castello che domina la valle fino al mare. Del castello colpiscono due torri maestose cilindriche: la prima destinata alla difesa, sorvegliava a sinistra il ponte levatoio; la seconda divisa in due era destinata alla difesa, la parte superiore, mentre la parte inferiore ad abitazione del barone. Negli anni quaranta è stata rinvenuta, sigillata e murata nella torre, una pergamena in cui si narrava la vita del castello e la potestà incontrollata del Barone.
CORIGLIANO CALABRO Castello
Edificato da Roberto Il Guiscardo nella seconda metà dell’ undicesimo secolo, il castello di Corigliano faceva parte della fitta rete di fortificazioni con cui il re normanno controllava le città.
Nel periodo di Ferdinando I d’ Aragona (1487-1501 ), il castello venne fortemente consolidato mediante poderose scarpate e solidi torrioni. Ma toccò ai Saluzzo trasformare radicalmente l’ aspetto del poderoso castello. Alla prima metà del Seicento risalgono i lavori per la realizzazione della torretta ottagonale che sovrasta il mastio, la torre che si erge all’ ingresso del castello.
CORIGLIANO CALABRO Torre del Cupo
Trae il suo nome dalla pianura del Cupo, così conosciuta fin dal XII sec. dal suo Terrazzo si dominava la costa dalla foce del Crati fino al Capo Trionfo.
SAN MAURO ( Corigliano Calabro )
Il castello di origine medievale, accrebbe di importanza a partire dalla seconda metà del XIII secolo, divenendo residenza monastica.
COSENZA
Il castello di Cosenza sorge su una motta (collina artificiale eretta con terreno che risulta proveniente dallo scavo del fossato che circonda il castello) di forma rettangolare posta sulla sommità del colle Pancrazio, uno dei sette colli su cui sorge la città. Il terrapieno, di origine artificiale, fu edificato intorno al VI secolo a.C. dai Bretii o Brutii. Il castello mostra la tipica struttura rettangolare di concezione normanna e fu adattato bene sia alla motta che al suo allineamento. Durante il XIII secolo il castello venne ristrutturato da Federico II, il quale fece aggiungere le due torri ottagonali lungo il lato meridionale di esso. Oggi ne rimane una sola.
CROPALATI
L’agglomerazione urbana di Cropalati sorse intorno a un castello feudale agli inizi del XIV secolo. Di questo castello avanzano tuttora dei ruderi nella parte alta del paese.
CROSIA Castello di Mirto
Attualmente in stato di abbandono, è stato fatto edificare dal Barone Giovanmichele Mandatoriccio all'inizio del 1600 su una preesistenza Normanna. Oltre ad essere stato il cuore del vastissimo feudo di Crosia fu teatro di tragici fatti della restaurazione Borbonica del 1799.
DIAMANTE Torre di Cirella
Anche detta Torre di Guardia risale al secolo XVI.
FAGNANO CASTELLO
E’ situato ai piedi del Monte Caloria, nei pressi dell'abitato sussistono i ruderi del castello medievale “Faggiano".
FALCONARA ALBANESE
Il Castello non ha ponti, merli, feritorie o torri, è un gigantesco masso monolitico, leggermente inclinato, avvolto da foglie sempreverdi e radici centenarie. Sul suo punto più alto è fissata una gran croce in cemento che si raggiunge attraverso un'ampia gradinata a rampe, formata da gradini di lastre di pietra.
FIUMEFREDDO
Sulle mura diroccate del castello feudale, detto anche Palazzo della Valle si possono ammirare i murales del pittore Salvatore Fiume. Del castello avanzano alcuni ruderi, tra cui il bel portale di fattura michelangiolesca ed alcune finestre. L’ edificio venne seriamente danneggiato nel 1807 da un attacco da parte delle truppe francesi.
FUSCALDO
Del castello quattrocentesco di Fuscaldo, detto anche castello Spinelli rimangono soltanto alcuni ruderi.
GRISOLIA
Costruito con materiali di recupero, forse appartenenti all'antica Tempsa, il castello fu rimaneggiato nel sec. XVII dai Baroni Brancati.
GUARDIA PIEMONTESE
Il castello sorge nel cuore dell'antico abitato. Risalente al XV secolo, presenta ancora ben conservata la possente torre di guardia, la quale era stata edificata per avvistare l'arrivo di saraceni e pirati. La struttura del diametro di circa 20 m., con mura spesse quasi 2 m,. ha una volta ottagonale ed era forse suddivisa in due piani. Appunto alla Torre vedetta, la cittadina deve parte del suo nome.
LAINO CASTELLO
Il castello aragonese, di cui rimangono alcuni resti, sorgeva su un colle a 500 m s.l.m. in posizione dominante rispetto all'abitato di Laino Castello; costruito con tre lati a picco sulla sottostante valle del fiume Lao, consente ancor oggi di godere di uno splendido panorama. Dell'antica costruzione si possono osservare, discretamente conservati, i bastioni speronati a torretta e le torri.
LONGOBARDI
Del castello medievale di Longobardi sono visibili solo alcuni ruderi.
LONGOBUCCO Torre
Costruita nel XII secolo come torre di avvistamento e di difesa contro i Saraceni, e trasformata successivamente in campanile. Questo campanile è il vero monumento simbolo di Longobucco. Il corpo della torre è costituito da tre dadi sovrapposti, i primi due di uguale perimetro, il terzo appena più piccolo. Nel primo dado, sul lato volto a settentrione, si apre la porta d’accesso; nel secondo dado si aprono due monofore, una sul lato orientale e l’altra sul lato meridionale. Sul terzo dado, che costituisce la vera e propria cella campanaria, s’innesta un tiburio ottagonale, sul quale si erge una guglia piramidale terminante con un elemento a sezione conica.
LUNGRO
Voluto dal barone Pescara, signore di Saracena, il castello venne acquisito dai Sanseverio, feudatari di Altomonte nel 1540 circa. Del castello che si trova nella parte più alta del paese, oggi è possibile scorgere una delle porte d'ingresso.
MALVITO
Il castello è di origine feudale. Sono ben visibili i resti del muro di cinta, le torri laterali ed il torrone centrale cilindrico di costruzione normanna.
MANDATORICCIO
Il castello o torre dell’Arso costituisce una delle emergenze architettoniche di maggior rilievo presenti su tutto il territorio dell’Alto Jonio cosentino. L’edificio si caratterizza per le sue quattro splendide facciate a vela in pietra. Le mura si presentano concave verso l’interno, il peso dell’intero edificio viene scaricato interamente sugli angoli che costituiscono dei veri e propri torrioni triangolari. Il primo nucleo risale alla seconda metà dell’anno mille ed era una torre di vedetta normanna fatta innalzare, dal Guiscardo dopo la resa di Cariati: l’originario elemento normanno-bizantino è stato occultato con l’arrivo di Svevi, Angioini ed Aragonesi. I finestroni a balconcino presenti sulla facciata che guarda il mare, sono di stile ottocentesco.
MONTALTO UFFUGO Torre
La torre normanna di Montalto Uffugo faceva parte dell'antico circuito murario che in epoca medioevale circondava l'intero paese. Lungo la cinta si aprivano ben sei porte, difese da torri a pianta circolare. Quella ancora visibile in via Petralta Foscarini, conosciuta come Torre Normanna perché edificata nell'XI o XII secolo, è oggi in parte circondata da abitazioni. Probabilmente un tempo le torri erano presidiate da sentinelle e, secondo uno storico locale, venivano annualmente benedette in quanto determinanti per la difesa della cittadina.
MONTEGIORDANO
Il Castello, voluto dai Pignone, è su un pianoro, sopra Montegiordano Marina, chiamato Piano delle Rose. I vasti locali disposti accanto ad un cortile con al centro un pozzo sono in un buono stato di conservazione.
MORANO CALABRO
L'imponente fortezza, di cui oggi restano soltanto i ruderi, fu costruito con pianta rettangolare e sei torrioni angolari. Nel XIV secolo appartenne ai Sanseverino di Bisignano per passare poi alla famiglia Spinelli, principi di Scalea.
Il castello di Morano, adagiato su un'altura che domina la sottostante valle del Coscile, sorge in un'area probabilmente utilizzata fin da tempi remoti. In epoca romana sul luogo sorgevano probabilmente torri di avvistamento. Il castello risale nell'impianto originario al periodo normanno, ma fu poi rimaneggiato nel XVI secolo, per ordine del principe Antonio Sanseverino. Di pianta rettangolare, con grosse torri cilindriche e un fossato che lo circondava per intero, venne quasi completamente distrutto nel 1733. L’imponente torrione e i resti delle mura sostanzialmente ben conservati, testimoniano ancora oggi l’importanza strategica della località.
MOTTAFOLLONE
Del castello feudale di Mottafollone restano solo i ruderi.
NOCARA
Noto nel Medioevo come Nucarium questo centro conserva baluardi e torri che facevano parte di un complesso di fortificazioni. Pochi sono i resti del castello settecentesco.
ORIOLO
Nella rete delle torri di guardia e dei castelli, costruiti lungo la costa e nell'entroterra calabrese dell'Alto Jonio, una delle più significative strutture, attualmente ben conservate, é certamente il castello-fortezza di Oriolo. Inizialmente il castello aveva quattro torri angolari cilindriche ed il mastio, attorno a cui si snodava il corpo di fabbrica. Oggi, insieme alla vecchia struttura, restano tre torri,compreso il mastio.
PAOLA Castello
Domina Paola dall'alto questa antichissima torre che, probabilmente, già esisteva nel periodo aragonese. Intorno a essa un tempo si sviluppavano mura fortificate, cordolature, camminamenti, bastioni, cortili e terrazzi.
PAOLA Torre del Soffio
Sembra una piccola fortezza questa torre a base quadrata costruita nel XVIsecolo per proteggere la città e i naviganti. Qualcuno sostiene che un lungo viale la collegasse un tempo alla torre del castello.
PAPASIDERO
Il castello risale all'incirca tra il XI-XIII sec., di pianta semi-rettangolare, con una sola torre semicircolare. Doveva essere il punto di raccordo di un'ampia cinta muraria, dalla quale si aprivano delle porte. I resti delle mura, sono ancora visibili, così come la torretta del cambio della guardia, nei pressi della chiesa di San Rocco.
PRAIA A MARE Castello
Complesso fortificato risalente al secolo XIV.
PRAIA A MARE Torre
Costruita su un faraglione della scogliera di Fiuzzi alto 15 metri, su cui era già presente una torre angioina, è una delle torri più grandi della zona.
PRAIA A MARE Torre
Il forte difensivo del Fumarulo di Praia, conosciuto come "Fortino", fu costruito nel XVI sec. dai signori di Aieta e destinato alla difesa del litorale. Di forma rettangolare, oggi conserva integre le mura merlate di cinta. Durante il periodo napoleonico fu ampliato e rifortificato. Il Fortino, una volta disarmato dal governo borbonico, fu di proprietà del Comune di Aieta e del demanio statale. Successivamente venduto a privati, dal 1935 fu sede del Ginnasio statale per più di trent'anni. Oggi, ristrutturato, è residenza privata.
RENDE
Il castello di Rende, edificato da Boemondo d'Altavilla alla fine dell'XI secolo, forse sulle fondamenta di una preesistente costruzione di origine romana, fu più volte modificato e ricostruito nel corso dei secoli.
ROSE
Il Castello di Rose è privo di torri e bastioni; la sua edificazione risale al XIII secolo. il castello si deve alla famiglia De Rose; costretta a fuggire da Parma, si rifugiò nel Regno di Napoli. Nel 1199, l'imperatore Federico II dichiarò Riccardo I de Rose Barone della Val di Crati. Il Castello sorge sulla parte più alta del centro storico, sopra un fossato che costituiva una protezione naturale alle incursioni nemiche.
ROSETO CAPO SPULICO
Il castello di Roseto Capo Spulico si erge maestoso su una roccia a picco sullo Ionio, in posizione strategica a dominio del golfo di Taranto. Proprio di fronte, in mare, si innalza una roccia dalla forma singolare, chiamata fungo del castello o "pietra dell'incudine". La rocca, edificata probabilmente in epoca normanna nel luogo detto "porta di Roseto", che indicava il confine tra i possedimenti di Roberto il Guiscardo e quelli del fratello Ruggiero, fu ricostruita da Federico II nel XIII secolo, e assunse subito notevole importanza strategico-difensiva poiche' segnava il confine tra le due capitanerie in cui l'imperatore aveva diviso il Regno delle Due Sicilie. Di pianta trapezoidale, il castello e' circondato da mura merlate che sul lato sud si aprono in un ampio ingresso con un imponente portale in stile gotico che conserva ancora la rosa crociata, i petali di giglio, il cerchio di Salomone e lo stemma con grifone, emblema del casato Svevo; la struttura presenta possenti torri, una delle quali più alta, merlata e a pianta quadrangolare. Recenti studi ipotizzano che la torretta centrale del castello di Roseto abbia ospitato, nel periodo compreso tra il 1204 e il 1253, la Sacra Sindone.
ROSSANO Torre
A 150 metri dal mare si trova questa struttura del XVI secolo che ebbe funzioni di avvistamento e di protezione del territorio dalle incursioni nemiche. Completamente rivestita con pietra a vista, ha una caratteristica forma a stella con quattro bastioni a punta di diamante. Al centro si erge un pozzo che serviva all'approvvigionamento idrico dei piani. Oggi, completamente ristrutturata, è destinata a ospitare un ufficio turistico e una sala convegni e mostre.
SANGINETO
Edificato nel '400 dai feudatari Conti di Sangineto, il castello si presenta a pianta quadrangolare con torri angolari cilindriche. Nasce come castello difensivo, successivamente modificato dai Firrao, diventa residenza signorile (si deduce dal loggiato su un lato). Al suo esterno si possono ammirare: le torri, il loggiato, il ponte levatoio ed il rispettivo fossato. Il forte si trova inglobato nella zona residenziale di Sangineto Lido.
SAN LORENZO DEL VALLO Castello
L’ imponente castello vanta un passato di spiccata vocazione difensiva. Sono evidenti le modificazioni e gli ampliamenti apportati nel Settecento e nell'Ottocento. Il maestoso castello che risale probabilmente al XVII secolo domina tutto il centro abitato, ha una pianta quadrata e agli angoli , quattro torri romboidali con merlatura ghibellina detta anche a coda di rondine. Nel 1978 è stato dichiarato monumento di interesse storico nazionale.
SAN LORENZO DEL VALLO Torre Jentilino
Piccolo maniero fortificato costruito da Roberto il Guiscardo durante l’ occupazione della Calabria.
SAN LUCIDO
Il sistema difensivo di San Lucido, nel corso del Medioevo era costituito da un circuito murario di cui non rimane nulla e da un castello feudale. L’ inaccessibile fortezza, circondata da un ampio fossato, andò in gran parte distrutta durante il terremoto del 1905. Della struttura originaria si conservano i rifugi interrati, le grotte di avvistamento nascoste nella roccia, le cisterne per il rifornimento dell'acqua e delle vettovaglie, le feritoie, e un bel ponte in pietra che precedeva quello levatoio. Nel 1500, per difendere la cittadina dai ripetuti attacchi dei pirati, il sistema difensivo fu arricchito con la costruzione del fortino di S. Cono. Di esso rimane soltanto il torrione semicircolare dotato di muraglie merlate.
S. NICOLA ARCELLA Torre del Saracino
Torre di vedetta costiera, presso Capo Scalea. Costruzione cinquecentesca facente parte del dispositivo di guardia a difesa litoranea, contro le incursioni barbaresche.
SAN MARCO ARGENTANO Torre
La Torre (detta di Drogone) è una rara testimonianza del primo insediamento normanno in Calabria. Fatta innalzare da Roberto il Guiscardo nell’anno 1048 sulle rovine di un’antica fortificazione romana, è contraddistinta da un enorme tronco di cono detto rivellino o motta (la motta è peraltro la struttura peculiare dei castelli normanni). La fortezza è suddivisa in cinque piani ad ambienti circolari: la Sala delle Granaglie (piano sotterraneo) coperta da una volta conica senza aperture di illuminazione, è interamente accolta nel rivellino; la Sala delle Prigioni (primo piano) è priva del soffitto, crollato negli anni ’30; la Sala delle Armi (secondo piano) ha la volta a sesto leggermente acuto e delle lunette di inconsueta estensione; la Sala delle Udienze (terzo piano) ha la stessa struttura della precedente. I finestroni sono stati però manomessi nel Settecento; la Sala del Principe (quarto piano) conserva quasi intatta la sua struttura originaria. Di particolare rilievo l’antico forno, inglobato nella parete dell’edificio.
SAN SOSTI
Il Castello della Rocca, un fortilizio a 551 mt s.l.m., è posizionato su di un roccione che si alza verticalmente dalla vallata del fiume Rosa. La sua costruzione risale alla fine del X secolo con il compito di vigilare la zona istmica Ionio-Tirreno, attraverso cui veniva trasportata, verso i porti del Tirreno, la salgemma proveniente dalla miniera di Lungro. Per questo motivo questa via era anche nota come "Via del Sole".
SARACENA
Le prime notizie storiche risalgono al periodo normanno e precisamente al 1073, quando il castello fu scelto come sede di incontro (non avvenuto) tra Roberto il Guiscardo ed il nipote Abelardo. Fu rimaneggiato nel periodo Svevo ed infine diventò palazzo baronale. Nei primi anni del ‘900 fu venduto ai singoli cittadini. Del castello, oggi, restano pochi avanzi, i quali hanno subito manomissioni da parte dei privati. Il castello è ubicato nella parte più alta del centro storico nella vicina Piazza XX Settembre, luogo centrale dell’odierna Saracena.
SCALA COELI
Situata nel versante orientale della Sila Grande, presenta un castello costruito dal principe Pignatelli nel 1200, la cui struttura risulta ben conservata.
SCALEA Castello
Del castello normanno, ricostruito in epoca angioina e aragonese, rimangono soltato dei ruderi. Magnifica la Torre Talao (risalente al XVI secolo), restaurata in tempi non lontani, che si trova praticamente sulla spiaggia, la torre Cimalonga (sede di un antiquarium) e i ruderi del convento Francescano.
SCALEA Torre di Cimalonga
Il lato sud del centro storico è caratterizzato dalla mole della Torre di Guardia aragonese, conosciuta come torre Cimalonga. La torre fu costruita nel XV sec. per migliorare il sistema difensivo del paese. E' a pianta circolare ed era a guardia di una delle 4 porte d'entrata a Scalea.
La torre ospitava le guardie e due cannoni per la difesa ed il controllo della porta Cimalonga. Nei secoli scorsi per varcare le porte si pagava il "passo".
SCALEA Torre di Talao
La Torre Talao fu costruita nel sec. XVI, faceva parte del sistema difensivo costiero. Verso la fine del sec. XVII venne privata dei suoi cannoni, in precedenza sistemati per la difesa della costa.
TERRANOVA DI SIBARI
Nella piazza centrale Vittorio Emanuele III si trova il maestoso Castello di epoca feudale il cui principe fu Boimondo di Tarsia (1160). Il Castello è a pianta quadrangolare con torre centrale. Nel 1620 con il principe Vespasiano Spinelli si diede inizio alla costruzione del "Palazzo del Principe" adiacente al castello.
TORTORA Torre
Sulla rupe che domina il territorio circostante e affaccia direttamente sul mare rimangono in piedi i resti dell'antica torre di avvistamento chiamata Nave. Sono ben visibili le mura perimetrali e una struttura ad intonaco costruita in periodi successivi.
TREBISACCE Bastione
Cinta muraria del XVI secolo costruita a difesa delle incursioni dei turchi. Il Bastione è considerato il "balcone dello jonio" in virtù della sua panoramica posizione da cui è possibile ammirare il Golfo, il Mar Jonio e le pianure di Sibari e Metaponto.
VILLA PIANA Castello e torri
Il castello fondato nel trecento in seguito alla ricostruzione di tutto l'abitato dopo le incursioni saracene, fu rimaneggiato nel corso del XVI secolo. Attualmente restano in piedi i resti di un torrione cilindrico e di una torre a base quadrata oltre a muraglie merlate munite di feritoie, finestre e strutture tufacee. Lungo il litorale di Villapiana si trovano tre antiche torri di avvistamento, edificate entrambe nella prima metà del XVI secolo allo scopo di proteggere le località della costa dalle incursioni dei pirati turchi.
VILLAPIANA Torre di Tripaoli
I ruderi di un’altra torre si trovano in località Tripaoli dove sorgeva un Castello dimora estiva dei feudatari del luogo.
VILLAPIANA Torre Cerchiara
La torre di forma cilindrica è coronata in cima da archetti su mensole.
VILLAPIANA Torre Saracena
La torre Saracena fu edificata nel Comune di Villapiana, vicino al mare nel secolo XVLa denominazione va certamente ricercata nel fatto che fu costruita nelle vicinanze del torrente “Saraceno” da cui poi anche la torre prese il nome.
Castelli della Provincia di Crotone
CACCURI - castello barocco sec. XIX
CASTELSILANO - castello feudale
CIRO' - castello di punta Alice sec. XV; castello Sabatini sec. XV
COTRONEI - ruderi del castello di Filomarino
CROTONE - castello di Carlo V sec. IX e torri
CRUCOLI - resti del castello normanno sec. XV-XVII
ISOLA CAPO RIZZUTO - Le castella - castello aragonese sec. XV-XVI;
Resti del castello feudale sec. XVI
MELISSA - resti del castello e fortificazioni dei Principi di Strangoli sec. XVI
ROCCABERNARDA - ruderi del castello
ROCCA DI NETO - ruderi del castello
SANTA SEVERINA - castello detto di Roberto il Guiscardo
STRONGOLI - castello normanno
CACCURI
Il castello di Caccuri sovrasta maestosamente il paese e il circondario prendendo la forma della rupe che disegna il punto più alto dell'acrocoro. Arrampicandosi per i vicoli del paese si arriva ad un sentiero di pietre che ha sostituito il vecchio ponte levatoio e quindi si entra nel primo portale che conduce al Castello. Un doppio cortile introduce nelle rampe biforcate di scale porticate che fanno guadagnare l'entrata nell'edificio. Nel secondo cortile, di fronte all'ingresso, c'è il portale che conduce ad una cappella. Il Castello fu realizzato sulla rupe intorno al IV secolo (dove pare esistesse già un presidio bizantino) e apparteneva alla famiglia Ruffo che già possedeva le vaste terre del Marchesato. Ampliato più volte fino al 1885, furono aggiunti il bastione e la torre cilindrica adornata con merli guelfi ad imitazione dei castelli medioevali.
CASTELSILANO
La struttura dell’edificio è a pianta quadrata con ai vertici torri con feritoie sui lati. Attorno al castello feudale vennero edificati casolari per il personale addetto, e poi altri per ospitare contadini e pastori. Si formò presto un borgo che venne indicato dal nome dell'edificio primigenio: Casino. Il castello, è ancora visibile nella sua struttura originaria.
CIRÒ
Notevole è il Castello dei Carafa (sec. XV/XVI), costruzione difensiva a pianta quadrata con torri angolari speronate. L’interno conserva assai poco a causa delle continue manomissioni operate dai principi di Tarsia nel secolo XVII. I ruderi esistenti riguardano tratti di cinta muraria e torrioni rotondi a scarpata.
CROTONE Castello
Formidabile fortilizio a pianta poligonale costituisce una delle più importanti e massicce costruzioni militari dell’Italia Meridionale. L’ unico esempio di castello arroccato non situato in cima ad un’altura, ma intorno al colle che esso ingloba e racchiude sul modello dell’acropoli greca. Il nucleo più antico, di cui abbiamo notizie, era costituito da un grande torrazzo di forma circolare, detto Torre Marchesana, che si elevava al di sopra dell’attuale struttura, ultimo baluardo difensivo che permetteva di controllare il mare e la campagna circostante. Completamente esterno alla cinta muraria, il Castello, in periodo Svevo viene munito di cinque torrette regolari a pianta circolare e di un torrazzo. Fu restaurato nel 1497 e in questo periodo ha inizio la costruzione dei due torrioni circolari che inglobano due delle torrette: l’Aiutante e la Comandante.
Nel 1541, sotto l’impero di Carlo V, il Vicerè spagnolo Don Pedro da Toledo fece ricostruire il Castello nelle attuali forme, sul sostrato dell’antica fortezza. Parte dell’antico Castello fu rinchiuso nel nuovo, a pianta quadrangolare, e soprattutto ne fu modificato l’aspetto mediante l’inserimento delle rimanenti tre torrette angolari in due bastioni pentagonali: S. Giacomo e S. Caterina.
Nel corso del sec. XIX il castello venne parzialmente smantellato nella parte superiore, anche a seguito di danni subiti per i frequenti terremoti.
CROTONE La torre di Nao
a Capocolonna è sata fatta ricostruire nel 1550 per volontà di Fabrizio Pignatelli che nel suo programma di difesa costiera prevedeva nella zona la costruzione di altre due torri (Nariello e Scifo) e di ben undici nel comprensorio Crotonese. Restaurata di recente è ora adibita ad antiquarium per reperti subacquei.
CROTONE La torre di Nariello
è allo stato di rudere perché nel 1844 si utilizzò il suo materiale per la costruzione del molo del porto di Crotone.
CROTONE Torre di Scifo
La torre a pianta quadrangolare venne costruita nel sec. XVII. Nel 1864 fu messa in vendita dal demanio dello Stato e fu acquistata dalla nobile famiglia Lucifero che la usa come residenza estiva.
CROTONE Torre Tonda
Torre circolare di datazione incerta, ma di tipologia normanna, già alla fine dell’800 risultava mozza ed adattata a costruzione colonica. La collina sulla quale è sita era cosparsa di notevoli resti che si tramandava appartenessero ad un antico tempio greco, probabilmente dedicata alla dea Vittoria.
CRUCOLI
Presenta i resti di un castello di origine normanna. Il maniero venne ricostruito nel ‘400 dalla famiglia dei d’Aquino e nel ‘600 dai marchesi Amalfitani. Sono ancora visibili parti delle mura e delle torrette.
ISOLA CAPO RIZZUTO
Nel territorio di Isola Capo Rizzato, di cui fa parte anche la località di Le Castella, sono presenti ruderi di fortificazioni del secolo XVI. Avanzi di torri angolari quadrilatere a basi oblique, muraglie e revellini. Il feudo era anche noto con il nome di Sorrisola, con evidente riferimento alla presenza di torri di avvistamento.
L'attuale centro abitato di Isola di Capo Rizzuto è databile intorno al IX - X secolo. Al 1500 risalgono il bastione dell'attuale castello e le due porte. A nord la "Porta di Terra" sormontata dalla torretta con l'orologio, e a sud la "Porta di Mare", dalla quale si ammira tutto il promontorio di Capo Rizzuto. Passata poi nella mani degli Angioini e di diversi feudatari, il paese venne semidistrutto dai Turchi nel 1517.
LE CASTELLA
Il fortilizio di Le Castella è certamente uno dei castelli più affascinanti del Mezzogiorno d’ Italia. Le sue origini risalgono con ogni probabilità all’età Angioina, a cui, si potrebbe ricondurre la torre cilindrica che sovrasta il resto della fortezza. Sul finire del quattrocento la fortezza passò in mano aragonese e nel 1496 Federico d’ Aragona la consegnò ad Andrea Carafa. Quest’ultimo vi apportò importanti opere di restauro, tra le quali un imponente complesso di muraglie merlate attorno ad un torrione circolare. A partire dal 1530 la fortezza subì numerose incursioni piratesche, che danneggiarono la struttura esistente. Attualmente Le Castella si presenta come un agglomerato di fasi edilizie risalenti ad epoche diverse. La fortezza risulta parzialmente diroccata, ma l’ originario torrione cilindrico si suppone sia rimasto sostanzialmente inalterato salvo lievi ritocchi nella parte alta. Il dongione è diviso in tre piani collegati da una scala a chiocciola. Alla base della torre, una cavità era destinata alla raccolta e alla conservazione delle acque piovane. Nella seconda metà del quattrocento al castello venne aggiunta un’ulteriore cortina muraria, i bastioni angolari di forma pentagonale risalgono invece al cinquecento.
LE CASTELLA
Il fortilizio di Le Castella è certamente uno dei castelli più affascinanti del Mezzogiorno d’ Italia. Le sue origini risalgono con ogni probabilità all’età Angioina, a cui, si potrebbe ricondurre la torre cilindrica che sovrasta il resto della fortezza. Sul finire del quattrocento la fortezza passò in mano aragonese e nel 1496 Federico d’ Aragona la consegnò ad Andrea Carafa. Quest’ultimo vi apportò importanti opere di restauro, tra le quali un imponente complesso di muraglie merlate attorno ad un torrione circolare. A partire dal 1530 la fortezza subì numerose incursioni piratesche, che danneggiarono la struttura esistente. Attualmente Le Castella si presenta come un agglomerato di fasi edilizie risalenti ad epoche diverse. La fortezza risulta parzialmente diroccata, ma l’ originario torrione cilindrico si suppone sia rimasto sostanzialmente inalterato salvo lievi ritocchi nella parte alta. Il dongione è diviso in tre piani collegati da una scala a chiocciola. Alla base della torre, una cavità era destinata alla raccolta e alla conservazione delle acque piovane. Nella seconda metà del quattrocento al castello venne aggiunta un’ulteriore cortina muraria, i bastioni angolari di forma pentagonale risalgono invece al cinquecento.
MELISSA
Secondo alcuni studiosi la fondazione di Melissa sarebbe avvenuta nell'VIII secolo da un gruppo di contadini greci attirati dai terreni fertili, e poi sepolta da uno smottamento delle colline dovuto ad una alluvione. Il paese successivamente venne edificato su una collina rocciosa. Melissa fu sotto il dominio regio del Re Alfonso d'Aragona e del Re Ferdinando. Il vecchio castello, detto castello del Gaudio, costruito in epoca medievale è andato distrutto dal tempo e dalla non curanza, si nota però ancora una delle torri che si innalzavano al dominio del paese: la Torre Aragonese. Essa fu costruita per difesa dall'attacco dei turchi intorno alla metà del XV, utilizzata anche come residenza estiva dei conti di Melissa e dei familiari.
SANTA SEVERINA
Il castello di Santa Severina, che si estende per un'area di circa 10.000 mq. è una delle antiche fortezze militari meglio conservate del meridione d'Italia, sottoposto dal 1994-1998 ad una meticolosa opera di ristrutturazione, è composto da un mastio quadrato con quattro torri cilindriche poste agli angoli ed è fiancheggiato da quattro bastioni sporgenti in corrispondenza delle torri. La sua costruzione è attribuita al Normanno Roberto il Guiscardo intorno al XI secolo, dal quale prende appunto la denominazione. E' comunque certo che il castello fu edificato sopra una preesistente costruzione, infatti gli studiosi ritengono che l'area del castello coincide con l'acropoli dell'antica Siberene. Gli scavi condotti durante il restauro hanno fatto emergere materiali risalenti fino all'età greca, oltre che i resti di una chiesa bizantina e di una necropoli risalente alla stessa epoca.
STRONGOLI
Strongoli è situata nella fascia collinare presilana a nord del Marchesato di Crotone. Secondo alcune fonti le sue origini sono magno-greche. Al tempo di Giustiniano, sulle rovine dell’antica città, venne edificato il castello di Stringylos. Il fortilizio, a pianta quadrilatera con torri angolari, è di chiara origine normanna. Esso ha subito numerosi rifacimenti dal trecento al settecento.
Castelli della Provincia di Reggio Calabria
ALTAFIUMARA - castello
ARDORE - ruderi castello feudale
BAGNARA - castello Emmarita sec. XI e torre
BOVA - resti del di origine normanna
BOVALINO - castello feudale
CALANNA - castello bizantino
CANDIDONI - castello normanno
CATONA - castello svevo
CAULONIA - castello di Castelvetere, feudale dei Principi Carafa
CONDOFURI - castello normanno
FIUMARA DI MURO - castello
GERACE - ruderi del castello medievale
GIOIOSA - castello e torri
GROTTERIA - ruderi del castello medievale
MELICUCCA’-Ruderi del castello
MELITO PORTO SALVO - ruderi del castello di Pentadattilo
MONASTERACE - ruderi del castello feudale
MOTTA SAN GIOVANNI - castello di Sant’ Aniceto
OPPIDO MAMERTINO - castello
PALIZZI - resti del castello baronale sec. XVII
PALMI - castello
PLACANICA - ruderi del castello feudale
REGGIO CALABRIA - castello medievale; ruderi del castello S. Aniceto sec. X
RIACE—torre di San Fili
ROCCELLA JONICA - resti del castello dei Principi di Roccella - Carafa– e torre
SAN PIETRO DI CARIDA’ - castello normanno
SANT’ ILARIO - Castello
SAN GIORGIO MORGETO - ruderi del castello medievale
SCILLA - castello dei Ruffo; castello di S. Trada
SEMINARA - castello Mezzatesta - Spinelli
SINOPOLI - castello
STILO - ruderi del castello medievale
ALTAFIUMARA
Il Castello di Altafiumara nasce come fortezza borbonica a fine '700. Ebbe prevalentemente funzione militare, insieme al forte di Torre Cavallo rappresentava infatti un punto strategico nel controllo dello Stretto di Messina. Dopo i danni causati al forte dal terremoto del 1783, Murat, allora Re di Napoli, ne ordinò nel 1811 la ristrutturazione. Nel 1860 fu teatro di scontri tra i Borboni e le truppe garibaldine. Ultimata la sua funzione militare, l'impianto fu ridotto a rudere. Acquistato in seguito da una società privata, fu trasformato in elegante struttura turistica.
ARDORE
Nel Centro Storico di Ardore sorge il Castello Feudale. E’ un edificio quadrato ai cui angoli erano situate quattro torri, due cilindriche e due a base quadrata. Nel fondo di queste torri si aprivano dei trabocchetti per vie sotterranee che portavano in diversi e lontani punti del territorio. Alcuni documenti notarili dell’epoca testimoniano che il Castello era riccamente arredato, purtroppo oggi dello splendore e del fasto di un tempo rimane molto poco. Un avverso destino accomunò la famiglia Gambacorta al Castello. La prima si estinse completamente, il secondo, pur non ancora terminato in alcune sue parti, iniziò una lenta ed inesorabile decadenza, causa dell’incuria dei baroni che vi succedettero.
BAGNARA Castello
Nel parte alta del centro urbano sorge il Castello. Esso fu fondato dal conte Ruggiero per contrastare le incursioni dei Saraceni. Fu distrutto dal terremoto nel XVIII secolo e ricostruito come palazzo. Si articola con una pianta quasi quadrangolare su un’imponente base a scarpa che termina con un grosso toro. La parte superiore tutta in laterizio con bifore, merli e una fascia decorata, è stata realizzata tra la fine del 1800 e gli inizi del 1900. La parte scarpata è in pietrame calcareo, mentre la zona verticale è di muratura di mattoni pieni con stipiti in pietra, conci in tufo e pietra lavica, pavimenti in ceramica. L’edificio ha subito negli anni molti interventi di ristrutturazione e attualmente è utilizzato come centro di formazione professionale.
BAGNARA Torre
La torre tronco-conica, a pianta circolare, con geometria slanciata fu costruita dagli argonesi tra il XIV e il XV secolo per difendere il litorale calabro dalle incursioni turche. Oggi è simbolo indiscusso della città di Bagnara.
BOVA
Il castello di Bova sorge in cima ad uno sperone roccioso. I pochi ruderi rimasti sono assolutamente insufficienti a poterlo ricostruire. Si può solo affermare che il castello fu progettato e costruito su vari piani di elevazione le cui fondazioni poggiavano direttamente sulla roccia. Gli ambienti ancora esistenti si trovano su tre livelli: al piano inferiore un "salone" al quale si accedeva attraverso un "corridoio; al piano superiore due stanze e ancora più in alto una piccola cappella con pianta rettangolare coperta con volta a botte e affrescata, di cui restano ancora le tracce. Al castello si addossavano le mura di cinta della città di cui faceva parte una torre, a pianta circolare, ancora oggi esistente. E' probabile che le strutture esistenti siano di età angioina (fine del XIII sec.).
BOVALINO
Del Castello sono visibili tre torri chiamate "Balovardi", il fossato con il ponte "de legname" e tante "stantie con carcere interno". L'azione corrosiva del tempo e lo sventramento subito nei primi anni sessanta, che ha tagliato proprio nel centro il castello per fare posto ad una strada più comoda, ne hanno compromesso l'integrità
CALANNA
In posizione dominante tra il centro abitato e lo stretto di Messina sorge il Castello. Esso fu edificato nel X secolo dai Bizantini e fu più volte ristrutturato ed adattato alle esigenze dei tempi. Oggi rimangono pochi tratti della cinta muraria intervallata da tre torri quadrangolari, il fossato ed alcune cisterne. Il maniero era dotato di due ingressi. Sono ravvisabili, inoltre, quattro ambienti presso il torrione ad angolo, tre dei quali erano forse utilizzati come cisterne idriche.
CANDIDONI
Il castello fu fatto edificare probabilmente dal conte Ruggero, durante la dominazione normanna, a scopo difensivo ed era ubicato su una piccola collina. Era dotato di una cinta muraria; lo stile doveva essere gotico-normanno come si evince dalla presenza di archi gotici con delle volte a tutto sesto visibili ancora oggi. Il fossato era assente poiché il castello era ben difeso dalla ripidezza dei pendii della stessa collina e dalle grosse mura di cinta, l’unico merlo sopravvissuto alle rovine testimonia, inoltre, che il fortilizio possedeva robusti merli difensivi. Il maniero franò più volte a causa del terremoto
CATONA
Il Castello, di epoca sveva, fu costruito per volontà dell’imperatore Federico. Oggi rimangono solo pochi ruderi.
CAULONIA
Il castello in stile normanno era di forma irregolare, in parte vallato da un fossato, circondato da alcuni torrioni e nei vani anteriori munito con pietre vive e cancelli di ferro. Vero fortilizio, con fossi, ponte, cortine e baluardi, piazza d'armi e ritirata, aveva dei cortili spaziosi, una chiesa, moltissime stanze che permettevano ai soldati e alla servitù di vivere comodamente e dei grandi magazzini per la conservazione dei prodotti alimentari.
CONDOFURI
Il castello sorge su una rupe. La sua prima connotazione si ebbe a partire dal XII secolo durante la dominazione normanna, ma successivamente subì vari adattamenti e numerosi furono gli elementi aggiunti all’impianto originario. Esso si presenta con una pianta irregolare attorniata da una cinta muraria ed arricchita da finestre ad arco, piccole torri con feritoie e merli ed una torre rettangolare che doveva fungere da mastio. Una prima torre, ubicata in posizione arretrata rispetto al resto della costruzione e con evidenti caratteristiche difensive. Al periodo angioino, invece, vale a dire tra il XIII ed il XIV secolo, sono da attribuire tutti gli altri ambienti, compresi una grande sala finestrata con torre annessa e la torre mastio. Per quanto riguarda l’altra torre, adiacente alla stanza finestrata, possiamo affermare che si articolava su tre livelli sui quali sono ancora ravvisabili una cisterna ed una cappella. Al XVII secolo sono da ricondurre, una torretta circolare, un vano irregolare con finestre ed un tratto di muratura merlata.
FIUMARA DI MURO
I suoi scarsi ruderi sono ubicati nei pressi della fiumara in posizione dominante l’abitato. Purtroppo le condizioni del castello non consentono di formulare alcuna ipotesi né sulla sua fondazione né sulle tecniche costruttive utilizzate per la sua edificazione.
GERACE
Il castello di Gerace sorge proprio in cima all'amba rocciosa sulla quale si sviluppò l'originario centro abitato. Edificato secondo alcuni nel corso del VII secolo d.C., il maniero esisteva di certo già a metà del X secolo, periodo in cui arrivarono i bizantini, che lo devastarono insieme alla città. Ristrutturato e potenziato dai Normanni intorno al 1050, esso andò soggetto nel corso del tempo a diverse distruzioni, causate principalmente da terremoti, e a conseguenti ricostruzioni e rimaneggiamenti. Circondato da possenti mura di difesa, il castello, del quale rimangono ruderi di singolare bellezza, possedeva ingegnosi sistemi di canalizzazione delle acque piovane, un grande pozzo, un piccolo oratorio bizantino, funzionante fino al XVII secolo, con abside arricchita da decorazioni pittoriche, un ponte levatoio che si apriva sul lato altri orientale della rocca, un'ampia sala d'armi, detta sala di "Mileto", un bel cortile interno, come testimoniano le tracce del colonnato, e numerosi ambienti adibiti alle più diverse funzioni.
GIOIOSA IONICA Castello
Il castello sorge a strapiombo lungo il corso della fiumara galizzi, è a pianta più o meno triangolare e presenta due torri dislocate agli angoli esposti ad oriente e occidente. L'ingresso è posto sull'antico fossato, presso la parete meridionale, e immette in un lungo corridoio che separava le due ali del complesso, l'orientale e l'occidentale. A tale ingresso si accede attraverso un ponte in muratura con annessa scalinata. Al di qua del fossato si trova un edificio signorile che a partire dalla metà del seicento è stato adibito a palazzo baronale e dimora del feudatario. L'ultimo tratto di strada pubblica che conduceva a tale abitazione e allo stesso castello venne recintata da un muro trasversale edificato ai piedi della torre orientale nel quale s’ inserì un ampio portale corredato da un cancello. Lungo la vecchia strada venne realizzato un giardino e il fossato fu trasformato in un cortile che costruì il raccordo tra i ruderi della fortificazione e il palazzo baronale.
GIOIOSA IONICA Torre del cavallaro
La torre del Cavallaro è considerata come una fortezza del secolo XVI, ma probabilmente la sua fondazione risale ad età bizantina. Il nome di “Torre del Cavallaro” è dovuto al fatto che due vigili a cavallo detti Cavalieri dovevano segnalare l’eventuale approssimarsi dei Barbari.La Torre è di forma cilindrica ed è composta da due parti: nella parte bassa c’è la porticina d’ingresso, nella parte alta c’è un finestrone di guardia. È stata costruita in calce e pietra con materiale prelevato dal vicino teatro romano.
GIOIOSA JONICA Torre Galea
Costruita nel secolo XV dagli aragonesi, è un complesso edilizio fortificato detto “torre”, ma che dovrebbe essere definito più propriamente “castello”, perché costruito secondo il modello tradizionale dei castelli. La torre è costituita, infatti, da tre torri, di cui due a pianta circolare e una a pianta quadrata, munita di ponte levatoio. Essa è certamente uno dei più originali e bei fortilizi della Calabria ed è situata a circa un miglio da Torre del Cavallaro.
GROTTERIA
Ubicato su un colle ad ovest in posizione dominante l’abitato, il Castello, risale alla dominazione normanno–sveva. Elementi aggiuntivi e ristrutturazioni dell’originario impianto architettonico si ebbero intorno ai secoli XIV, XV, XVI. Le mura del castello hanno un andamento irregolare e sono provviste di due torri circolari e di un mastio circolare che ha ancora i segni di una merlatura di coronamento. Attualmente ne rimangono soltanto dei ruderi.
MELICUCCA’
Nella parte alta del centro abitato di Melicuccà esistono notevoli resti del castello, costruito nel 951 d.C. da Costantino VII di Bisanzio, fra i quali spiccano i baluardi angolari e la torre quadrata. Visibili ancora le sue mura perimetrali e qualche accenno di cunicoli sotterranei.
MELITO PORTO SALVO Castello di Pentadattilo
Pochi sono i resti dell'antico castello.
MONASTERACE
A Monasterace è ubicato un castello Medioevale che fu dominio dei Principi Caracciolo fino al 1464. Il maniero presenta una pianta quadrata con torri angolari quadrilatere, cordonatore e cornicione in pietra, tracce di ponte levatoio e corte con cisterna.
MOTTA SAN GIOVANNI
Il castello, ha sempre avuto una funzione esclusivamente difensiva. Il complesso architettonico presenta una pianta irregolare che suggerisce la forma di una nave con la prua rivolta alla montagna e la poppa al mare. In prossimità dell’ingresso sono visibili due torri quadrate; una torre cisterna aveva la funzione di convogliare l’acqua piovana. La cortina è a tutt’oggi in buone condizioni. Attualmente lo storica fortezza è di proprietà del comune.
OPPIDO MAMERTINA
I ruderi del castello sorgono su un’altura. Attualmente sono visibili solo due imponenti torrioni provvisti di coronamento ed archetti su mensole inserite tra due cordoni.
PALIZZI
Il castello è stato dichiarato dal Ministero ai Beni culturali Monumento Nazionale. Il castello era cinto da mura con due torrioni, all'interno c'era una grande scala con una sola finestra, la cucina, una camera , un'antecamera , una serie di altre stanze, magazzini e cantine. Attualmente del castello sono visibili i muri perimetrali, parte della mura di cinta e una torre illuminata da due finestre ogivali.
PALMI Castello
Gli scarsi resti del Castello di Taureana o Palazzo di donna Canfora poggiano su un dorso elevato. È impossibile, date le condizioni, ricostruirne la struttura o stabilire con precisione la data della sua costruzione.
PALMI Torre
La Torre costiera di Taureana, sita in località Pietrenere, è stata costruita nel 1565 con pietre naturali e mattoni. Dalla parte della terra vi è una apertura, ma dalla parte del mare è cieca perché i pirati non vedessero la luce del guardiano.
PLACANICA
Il castello, costruito dalla famiglia Arcadi nel 1283 viene acquistato dalla famiglia Caracciolo nel 1513 che ne mantiene proprietà e potere fino al 1575, poi è un susseguirsi di signori.
REGGIO CALABRIA
Il Castello universalmente conosciuto come Aragonese, è in realtà molto più antico: si hanno notizie certe della sua esistenza già nel 1027, ma se ne fa risalire la costruzione tra il 1536 e il 1549, probabilmente impiantato su un preesistente nucleo fortificato. Dall’epoca dei Normanni il castello fu più volte restaurato.Fu Ferdinando I d'Aragona a far eseguire le modifiche più consistenti al maniero, che raggiunse così il massimo ampliamento. I lavori apportarono al castello le due possenti torri cilindriche, il fossato, il rivellino sul lato orientale e l’acquedotto. Ulteriori fortificazioni furono aggiunte tra il 1540 ed il 1553 dallo spagnolo Don Pedro da Toledo, Viceré di Napoli. La decadenza dell’edificio iniziò all’inizio dell’ottocento, con la ristrutturazione voluta dai Borboni la quale causò le prime demolizioni e inaugurò il progressivo riempimento del fossato; la struttura del castello rimase sostanzialmente inalterata fino alla trasformazione in caserma del 1869, con il volontario abbattimento del rivellino e l’unificazione del piano interno.
RIACE Torre
La torre detta Castelletto di S.Fili, è nata come struttura difensiva nel ‘500, poi modificata dai feudatari a fini residenziali. Il castelletto è stato inserito da Legambiente, nel 1996, nel gruppo dei monumenti italiani da preservare.
ROCCELLA JONICA Castello
Sull'alto costone roccioso di Roccella Jonica rimangono solo ruderi del castello costruito dagli Angioini, che comprendono una vasta zona detta borgo-castello. Ai tempi degli Angioli era considerato un valido caposaldo difensivo. Il castello fu più volte ampliato, rimaneggiato e ristrutturato dai Carafa. Del borgo-castello fanno parte, oltre al castello, una grande torre circolare di origine medioevale, un gruppo di case antiche e un recinto murario.
ROCCELLA JONIICA Torre
La torre di guardia è di origine medievale, con base circolare e corpo cilindrico, ha gli elementi tipologici delle strutture duecentesche del sistema di difesa costiera della Calabria. Come uniche bucature, presenta un’ampia finestra ad arco, verso sud, ed alcune feritoie; sono evidenti, poi, degli avanzi murari sul lato ad ovest, a ridosso delle case del centro urbano. Dopo un restauro eseguito negli anni ’80 è stata realizzata una scalinata di accesso alla torre attraverso cui si giunge su una terrazza da dove è possibile ammirare uno splendido paesaggio di tutta la costa.
SAN GIORGIO MORGETO
Il paese è dominato dall’imponente mastio del Castello Medioevale, poderoso complesso fortificato e fondato in età bizantina (sec. IX/X). Sono visibili ruderi del fortilizio con bastioni muniti di torri e mastio dell’edificio.
SAN PIETRO DI CARIDA’
Del Castello rimangono resti poco significativi che non consentono di ricostruirne l’impianto architettonico. Fu fatto edificare da Ruggero il Normanno e fu ristrutturato e potenziato sotto gli Angioini e gli Aragonesi. I violenti terremoti del 1638 e del 1783 lo hanno quasi completamente distrutto.
SANT’ ILARIO DELLO JONIO
Il paese fu distrutto intorno all'anno 920 da un'invasione dei Saraceni. Risorto nuovamente fu per qualche secolo sotto il Regio demanio e, iniziarono probabilmente i lavori di costruzione del poderoso Castello di cui ancora oggi si possono ammirare la torre quadrata centrale, una torre circolare e qualche pezzo di muro di cinta.
SCILLA
Arroccato su una rupe granitica che si protende verso il mare, il castello dei Ruffo di Scilla domina le due baie di Marina Grande e Chianalea. Sullo sperone roccioso, che per la sua posizione strategica fu fortificato fin dal V secolo a. C., vennero edificati tra il IX e l'XI secolo d. C., il monastero e la chiesa dei padri basiliani, che sorgevano all'interno del castello. Il maniero, conquistato dai Normanni intorno al 1060, passò poi sotto il controllo degli Svevi, degli Angioini, quindi degli Aragonesi; tutti confermarono ai monaci il possesso del luogo, senza modificarne sostanzialmente i privilegi. Nel 1424 i padri basiliani si allontanarono da Scilla e il castello, passato dal 1533 sotto il controllo di Paolo Ruffo, fu ampliato e ulteriormente fortificato. I Francesi lo occuparono nel 1806, e qualche decennio più tardi Garibaldi, sbarcato a Scilla con la spedizione dei Mille, proprio dalla rocca sventolò il tricolore. Imponente e ben conservato il maniero affascina per la straordinaria bellezza della scala e del corridoio d'ingresso. Dagli inizi del secolo scorso e' in parte sotto il controllo della Marina Militare, ed e' visitabile previo appuntamento.
SEMINARA
Il Castello, fu edificato tra il IX-X secolo. Fu potenziato dagli Angioini, assunse in seguito caratteri residenziali e fu trasformato, infine, in un’ abbazia dedicata a San Mercurio rasa al suolo dal terremoto del 1783. Fra gli scarsi ruderi, coperti da una fitta vegetazione, si può comunque ammirare qualche elemento architettonico di pregio risalente all’epoca barocca.
SINOPOLI
Del Castello restano solo scarsissimi resti che non consentono di avere un’idea del suo impianto orginario. Fu quasi completamente distrutto del terremoto del 1783.
STIGNANO
Il castello di epoca settecentesca appartiene oggi alla famiglia Alvaro-Salerno. Si tratta di una costruzione triangolare, con tre torri ai vertici, di cui due sul prospetto principale, in pietra a base rettangolare, e la terza sul vertice opposto, a pianta pentagonale. L'edificio è a due piani e vi si accede per una scala a unica rampa. All'interno una scala collega i due livelli e il terrazzo.
STILO
Il castello di Stilo, eretto per volere di Ruggero II nell'XI secolo, sorge in cima al monte Consolino. Edificato a scopo difensivo, il maniero normanno fu successivamente adibito a prigione. Di pianta quadrata, si estendeva su una vasta area circondata per intero da possenti mura merlate, lungo le quali si aprivano torri circolari, quadrate e triangolari. All'interno, proprio nella zona centrale dell'edificio, sorgeva una cappella di cui sopravvivono solo alcuni tratti dei muri portanti. Più volte ristrutturato, il castello venne definitivamente distrutto dagli Angioini nel secolo XVI.
Castelli della Provincia di Vibo Valentia
ARENA - Resti del castello normanno
BIVONA - resti del castello
BRIATICO - castello e torri
DRAPIA - castello
JOPPOLO - torre
NICOTERA - castello costruito nel 1769 sul luogo un tempo occupato da un castello svevo-angioino
PIZZO - castello aragonese 1486
RICADI - torre
VIBO VALENTIA - ruderi del castello detto di Bivona sec. XVI
ARENA
Del castello medioevale, che venne ricostruito due volte, sono rimasti il rudere di una torre cilindrica di epoca angioina, basi di torri angolari di tipo ispano-aragonese, tratti di muraglie perimetrali e avanzi di un acquedotto.
BIVONA
Vicino alla nuova zona industriale, si trovano i ruderi del castello. Non abbiamo dati precisi sulla sua fondazione anche se si ritiene che esso sia stato edificato dagli Aragonesi nei primi del '400. Dal punto di vista architettonico, il castello presenta pianta rettangolare con torri cilindriche angolari. All'interno si trovava una costruzione rettangolare a due piani in parte ancora visibile. Nel muro di cortina in direzione nord-ovest era presente una apertura a feritoia cui furono successivamente aggiunte due aperture più ampie. Nella torre sud si sono ben conservate alcune tipiche aperture adibite al duplice uso di arciere e balestriere mentre il muro di nord-est mostra ancora l'antica merlatura, del tutto rovinata nel resto del castello.
Per tutto il '400 il castello venne utilizzato come costruzione fortificata. All'inizio del '500 divenne proprietà dei Pignatelli. In epoca medievale il luogo era un centro agricolo ed industriale per la massiccia coltivazione della canna da zucchero. Il castello di Bivona fu ristrutturato dai Pignatelli allo scopo di adattarlo a tale produzione e probabilmente la sopraelevazione dell'edificio interno, del tutto differente per tipo e dimensione delle aperture da una struttura fortificata, era funzionale a quest'attività. Nel 1680, il castello venne del tutto abbandonato ed i terreni adibiti ad altri usi. Infatti, in quel periodo le imprese dello zucchero scomparvero per la concorrenza delle rotte atlantiche.
BRIATICO Castello
Del Castello medievale fatto edificare da Ferdinando Bisbal rimangono i ruderi. Sulla spiaggia restano due Torri (sec XVI) del sistema difensivo antiturco
BRIATICO Torri
La Rocchetta, alta torre di vedetta costiera a pianta quadrata, che fu sede della Corte Feudale Bisbal;
Sant'Irene, eretta dal governo vice Reale Spagnolo a vedetta contro le incursioni barbaresche.
DRAPIA
Il castello feudale venne edificato sui resti della residenza estiva del filosofo tropeano Pasquale Galluppi. Sebbene interamente costruito in cemento, l’edificio è tuttavia una splendida testimonianza di architettura neogotica, come dimostrano gli archi a sesto acuto, le torri quadrangolari dalle merlature ghibelline, le bifore e le altre numerose decorazioni artistiche. La costruzione è inoltre circondata da un parco un tempo meraviglioso, in cui si trovano una chiesetta in stile neoclassico ed un maneggio.
JOPPOLO Torre
Il paese sorge su una parete rocciosa a picco sul mare, alle falde del monte Poro. Prende il nome da Artemidoro Ioppolo, capitano di Carlo d’Angiò, che nel 1300 vi costruì un castello. L'antico borgo fu totalmente distrutto dal terremoto del 1783. Lungo la costa si trovano ancora le varie Torri di avvistamento, costruite per far fronte alle incursioni saracene. Tra di esse è da notare la Torre Parnaso, probabilmente edificata dagli Spagnoli, situata su di un promontorio roccioso a strapiombo sul mare.
NICOTERA
All’interno delle sue sale non vi abitano più i principi Ruffo di Scilla e Sinopoli signori di Nicotera, tantomeno i suoi attuali proprietari, i signori Murmura, Il castello di Nicotera è oggi utilizzato a fini esclusivamente culturali. Costruito nel 1065 da Roberto il Guiscardo per motivi militari strategici, l’ attuale maniero risale alla ristrutturazione terminata nel 1764 ed iniziata nella seconda metà del XV secolo. Altri lavori vennero eseguiti dopo il sisma del 1783 che in un certo senso hanno reso il castello di dimensioni un po’ ridotte rispetto a quello normanno-svevo-angioino-aragonese. Una volta completato, il nuovo castello, è stato munito di un giardino pensile, spaziosi loggiati e splendide terrazze. Tutta la struttura architettonica è impreziosita da elementi granitici e da arredi in ferro battuto. Di forma quadrilatera con cortile centrale, il maniero oggi è privo di una torre laterale e di parte del prospetto. Questo castello architettonicamente si presenta molto interessante in quanto tutto l’insieme offre la possibilità di cogliere i canoni e i metodi di costruzione vigenti in città e nel regno nel XVIII secolo e in quelli precedenti. Molte sono state le personalità che nel corso dei secoli furono ospiti di questo castello, fra tutti piace ricordare Papa Urbano II, l’imperatrice Costanza D’Altavilla, San Bruno di Colonia, Gioacchino da Fiore e San Ludovico D’Angiò.
PIZZO
Il castello di Pizzo è stato costruito nel 1492 dagli aragonesi. L'antico castello conserva ancora oggi i suoi volumi compatti, costituiti da un massiccio corpo quadrangolare affiancato da due torri a tronco conico che danno verso l'abitato. La sua parte trapezoidale è invece a picco sul mare anche se la muratura appare molto degradata ed intaccata dalla vegetazione. All'esterno è decorato da un redondone in pietra che divide la base scarpata dalla parte superiore. Il portone d'ingresso è fornito di ponte levatoio e la facciata presenta una struttura muraria che doveva originariamente essere ricoperta di intonaco. Sul portale si trova lo stemma marmoreo della casa Infantado e una lapide a ricordo di Gioacchino Murat.Le torri cinquecentesche sono costituite da cinque vani ricoperti a volta, con aperture verso il mare e verso il centro abitato.
Tra gli interventi subiti dal castello vi è stato il rifacimento delle camere superiori in seguito al terremoto del 1783. Il castello divenne famoso perché vi fu prima rinchiuso e poi fucilato, il 13 ottobre 1815, Gioacchino Murat in seguito al fallito tentativo di riconquista del Regno di Napoli.
RICADI
Si può visitare a Brivadi la torre “Marrana” ormai ridotta ad un semplice giro murario. Essa riceveva i segnali della vicina torre “Ruffa” e li trasmetteva alle altri torri disposte lungo la costa per farli arrivare infine al Castello di Monteleone, oggi Vibo Valentia.
VIBO VALENTIA Il castello di Monteleone
Il Castello domina l'abitato di Vibo Valentia e si affaccia su tutta la valle del Mesima. Sorge sulla collina dove era situata l'antica Acropoli della città magnogreca di Hypponion ed ha la forma di una nave con possenti torri cilindriche e bastioni speronati di età angioina. Edificato secondo alcuni già in epoca normanna o in seguito alla ricostruzione della città ad opera di Federico II, dopo il
1240, il castello presenta elementi di vari stili architettonici a causa dei numerosi rimaneggiamenti effettuati nelle diverse epoche.
VIBO VALENTIA La torre poligonale
E’ la parte più antica del castello ed è l'unico ambiente rimasto integro dopo il terremoto del 1783 a seguito del quale la costruzione venne adibita a caserma