Profilo
L’area archeologica di Terina rappresenta una delle più significative testimonianze della presenza magnogreca sulla costa tirrenica della Calabria. Fondata nel V secolo a.C. come subcolonia di Crotone, la città occupò una posizione strategica nei rapporti commerciali e politici che interessavano il Mediterraneo occidentale, sviluppando nel corso dei secoli una propria identità economica e culturale, attestata anche dalla raffinata produzione monetale che la rese nota nel mondo greco.
L’individuazione dell’antico centro urbano è il risultato di un lungo percorso di ricerca iniziato nella seconda metà dell’Ottocento, in seguito al rinvenimento fortuito di un importante deposito di oreficerie di età ellenistica in località Terravecchia. Le successive indagini condotte da Paolo Orsi e, soprattutto, le campagne sistematiche avviate dalla Soprintendenza Archeologica a partire dal 1997, hanno consentito di riportare alla luce una porzione significativa dell’abitato antico e di definirne con maggiore precisione l’estensione e l’organizzazione urbanistica.
Le strutture emerse dagli scavi, riferibili prevalentemente al IV e III secolo a.C., documentano un impianto urbano regolare, caratterizzato da assi viari paralleli e da complessi abitativi organizzati secondo criteri funzionali tipici delle città della Magna Grecia. Gli ambienti individuati restituiscono l’immagine di una comunità economicamente prospera, nella quale le attività domestiche e artigianali si integravano con una fitta rete di relazioni commerciali che coinvolgevano l’intero bacino tirrenico.
Di particolare rilievo scientifico è il rinvenimento, nel corso della campagna di scavo del 2002, di una tavoletta bronzea recante un’iscrizione nella quale compare la figura del demiurgo, magistratura già nota nel sistema istituzionale crotoniate. Tale scoperta ha costituito un elemento determinante per la definitiva identificazione del sito con l’antica Terina, fornendo un’importante testimonianza delle strutture amministrative e politiche della città.
La distruzione dell’insediamento, attribuita alle campagne militari di Annibale durante la seconda guerra punica, segnò la fine della polis magnogreca. Le testimonianze archeologiche oggi conservate consentono tuttavia di ricostruire un capitolo fondamentale della storia antica della Calabria e di comprendere il ruolo che Terina svolse nei processi di colonizzazione e di sviluppo culturale della Magna Grecia.
Una parte considerevole dei reperti provenienti dalle indagini archeologiche è conservata presso il Museo Archeologico Lametino, dove materiali ceramici, iscrizioni, monete e oggetti di uso quotidiano permettono di approfondire la conoscenza della città e delle sue dinamiche storiche.
L’area degli scavi costituisce oggi una delle più rilevanti testimonianze archeologiche della Calabria e rappresenta una meta di particolare interesse per studiosi, appassionati di storia antica e visitatori desiderosi di comprendere le radici più profonde del territorio lametino.
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