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Dove la Calabria custodisce il valore dell’incontro
Adagiato su uno sperone roccioso tra le montagne del Pollino e il Tirreno, nella valle del fiume Corvino, Buonvicino è un borgo che racchiude in sé una delle espressioni più autentiche e sorprendenti della Calabria. Inserito nel circuito de I Borghi più Belli d’Italia, il paese conserva un’identità costruita nei secoli dall’incontro tra culture, natura, spiritualità e tradizioni, in un paesaggio che dalle montagne si apre verso la Riviera dei Cedri e il mare.
La sua storia nasce dall’unione, nella seconda metà del Trecento, di tre antichi casali, due di origine greca e uno romana, secondo una vicenda nella quale la tradizione attribuisce ai monaci basiliani un ruolo nella pacificazione delle comunità. È proprio questo rapporto tra persone e comunità ad aver alimentato la suggestiva identità di “Buonvicino”, un nome che ancora oggi evoca il valore dell’accoglienza e della convivenza.
Nel cuore del borgo, vicoli, scalinate, antichi portali e palazzi nobiliari accompagnano il visitatore attraverso una storia fatta di feudatari, famiglie aristocratiche e trasformazioni urbanistiche. La Chiesa Madre dedicata a San Ciriaco Abate, figura centrale nella memoria spirituale locale, rappresenta uno dei luoghi simbolo del paese, mentre il Museo Arti e Gusto Buonvicino raccoglie testimonianze archeologiche, arte popolare, arte sacra, contemporanea e patrimonio ambientale, restituendo una lettura completa della cultura del territorio.
La figura di San Ciriaco conduce naturalmente oltre il borgo, verso la valle del Corvino e la grotta nella quale la tradizione ricorda la presenza dell’eremita. Più in alto, il Santuario della Madonna della Neve, posto a oltre 700 metri di altitudine, introduce a un paesaggio montano nel quale spiritualità e natura si incontrano. Sentieri, boschi, biodiversità e antiche tracce di insediamenti, come il Sasso dei Greci, rendono Buonvicino una porta privilegiata verso il paesaggio del Pollino.
Ma l’identità di Buonvicino passa anche attraverso il gusto. La tradizione gastronomica, legata alla cultura contadina e alla storia del territorio, trova un riferimento significativo nella figura di Ippolito Cavalcanti, duca di Buonvicino e celebre autore di un importante trattato di cucina della tradizione napoletana. Qui la gastronomia diventa così parte della storia culturale del borgo e uno strumento privilegiato per conoscere il territorio attraverso i suoi sapori e i suoi saperi.
Buonvicino è, in definitiva, un luogo nel quale la distanza tra cultura e natura scompare: il borgo conduce al bosco, la storia conduce al paesaggio, la spiritualità conduce ai sentieri e la tradizione conduce alla tavola. È una destinazione ideale per chi cerca una Calabria autentica, lenta e profondamente legata alla propria identità.
Buonvicino è la Calabria dell’incontro: tra montagna e mare, tra memoria e natura, tra cultura e ospitalità. Un piccolo borgo nel cuore del Pollino, dove il viaggio diventa scoperta e il territorio diventa esperienza.
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