Profilo
Un piccolo scrigno di storia e devozione nel cuore dell’antico borgo
Nel cuore storico di Sambiase, oggi parte di Lamezia Terme, esiste un luogo che più di altri sembra custodire l’anima antica della comunità: la Chiesa della Santissima Annunziata.
Piccola nelle dimensioni, ma straordinariamente ricca di memoria, la chiesa si trova di fronte alla Chiesa dell’Immacolata, in uno degli scorci più caratteristici del centro storico sambiasino. Le due chiese, quasi una di fronte all’altra, rappresentano ancora oggi una delle immagini più suggestive del patrimonio religioso dell’antico paese.
L’Annunziata, tuttavia, non è soltanto una chiesetta storica.
È il luogo nel quale sono custodite le statue dei Mistiari, protagoniste di una delle più antiche e sentite tradizioni della Settimana Santa di Sambiase. Ed è proprio attraverso queste statue, attraverso la confraternita e attraverso le strade percorse ogni Venerdì Santo, che la storia della chiesa continua ancora oggi a vivere.
Una storia che comincia almeno nel Seicento
Le origini dell’Annunziata si collocano, secondo la documentazione disponibile, tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento.
Un documento conservato negli archivi comunali attesta che nel 1601 l’edificio era già esistente ed era allora intitolato a San Giovanni, con una congregazione omonima attiva al suo interno. Successivamente, quando la Congregazione di San Giovanni ottenne una propria cappella nella Chiesa Matrice, l’antica chiesetta passò alla Congregazione dell’Annunziata.
Il passaggio non fu soltanto un cambiamento di titolazione.
Segna l’ingresso dell’edificio in una nuova fase della propria storia, legata alla Congregazione della Santissima Annunziata, una delle confraternite che contribuirono in maniera significativa alla vita religiosa e sociale di Sambiase.
Il riconoscimento ufficiale della congregazione e del suo diritto a officiare nella chiesa risale al 25 maggio 1622, per opera del vescovo Ferdinando Confalone.
Da quel momento la chiesa sarebbe diventata uno dei luoghi più importanti della religiosità confraternale sambiasina.
La chiesa e la confraternita
Le confraternite hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia dei centri meridionali.
Non erano semplicemente associazioni religiose: erano comunità organizzate, capaci di assistere i confratelli, sostenere le celebrazioni, amministrare beni e soprattutto tramandare riti e tradizioni.
Anche la Congregazione dell’Annunziata possedeva una propria struttura interna, con figure di responsabilità e un’organizzazione precisa. Le informazioni relative ai suoi beni e alle sue attività erano raccolte nella “Platea della Chiesa di Maria sempre Vergine Annunziata”, una preziosa fonte documentaria che permette ancora oggi di ricostruire alcuni aspetti della vita della confraternita e della chiesa.
È attraverso questa documentazione che possiamo comprendere quanto la chiesa fosse profondamente inserita nella vita quotidiana dell’antica Sambiase.
Qui la religione non era qualcosa di separato dalla società: era parte integrante dell’identità collettiva.
Due chiese, due confraternite, una piazza della memoria
Uno degli aspetti più affascinanti dell’Annunziata è il suo rapporto con la vicina Chiesa dell’Immacolata.
Le due confraternite avevano finalità e regole in larga parte simili, ma la loro storia fu tutt’altro che priva di contrasti. Le fonti ricordano persino dispute legate alla precedenza nelle processioni e alle rispettive gerarchie.
Dietro queste apparenti rivalità si intravede una realtà sociale molto interessante: le confraternite riflettevano anche la composizione della società sambiasina.
Secondo la tradizione riportata dagli studi locali, la Congregazione dell’Annunziata era composta prevalentemente da esponenti dei ceti più elevati, mentre quella dell’Immacolata aveva una presenza maggiormente popolare.
Oggi queste differenze appartengono al passato e dal 1991 le due antiche congregazioni risultano riunite sotto il titolo della Congrega della Santissima Immacolata ed Annunziata.
Per il visitatore, questo piccolo spazio urbano diventa così una vera pagina di storia sociale: basta guardare le due chiese una di fronte all’altra per comprendere quanto la religiosità fosse intrecciata alla struttura della comunità.
Un’architettura sorprendente
L’Annunziata colpisce anche per la sua particolare architettura.
La chiesa si adatta alla conformazione dello spazio urbano con una soluzione decisamente originale. L’interno presenta una navata unica con volta a botte, mentre nella parte terminale lo spazio si apre attraverso due colonne verso un ambiente semicircolare sormontato da una copertura a calotta.
È una soluzione che conferisce all’edificio un carattere intimo e raccolto.
Lungo il perimetro è inoltre presente un antico coro ligneo intarsiato, destinato ai confratelli, che incornicia l’area dell’altare.
All’esterno la chiesa presenta una facciata di grande originalità, caratterizzata da archetti ogivali, elementi che richiamano il linguaggio gotico, e da forme decorative che hanno fatto parlare anche di suggestioni arabe. Il prospetto termina con un particolare timpano ondulato, mentre ai lati compaiono bifore cieche con archi a sesto acuto.
Non siamo quindi davanti a un’architettura monumentale nel senso tradizionale del termine.
La sua bellezza nasce piuttosto dalla capacità di adattarsi al tessuto urbano e di combinare elementi differenti, creando un edificio sorprendentemente originale per dimensioni e posizione.
Il campanile triangolare
Tra gli elementi più curiosi dell’edificio merita una particolare attenzione il campanile, caratterizzato da un insolito impianto triangolare.
È un dettaglio che potrebbe sfuggire a uno sguardo frettoloso, ma che contribuisce a rendere l’Annunziata una delle architetture religiose più singolari del centro storico di Sambiase.
In una visita turistica, vale dunque la pena fermarsi qualche minuto anche all’esterno, osservando non soltanto la facciata ma il rapporto tra la chiesa, il campanile e il piccolo spazio urbano nel quale l’edificio è inserito.
L’Annunziata va infatti apprezzata come architettura e come paesaggio storico, non come monumento isolato.
I dipinti e la devozione a Santa Lucia
All’interno della chiesa si conservano anche importanti testimonianze artistiche.
Tra queste vengono ricordati alcuni dipinti di Edoardo Fiore, raffiguranti Santa Lucia e Santa Filomena, oltre a una rappresentazione dell’Annunciazione.
La presenza di Santa Lucia ha inoltre contribuito a far conoscere l’edificio anche con il nome di Chiesa di Santa Lucia. La festa della santa viene celebrata il 13 dicembre, mantenendo vivo un ulteriore livello della tradizione religiosa legata alla chiesa.
È un altro esempio della stratificazione che caratterizza l’Annunziata: nel corso dei secoli il luogo ha raccolto devozioni diverse, senza perdere il proprio legame con la comunità.
Il tesoro dell’Annunziata: i Mistiari
Ma se esiste un elemento capace di rendere l’Annunziata davvero unica, questo è rappresentato dalle statue dei Mistiari.
Sono statue lignee raffiguranti i principali momenti della Passione e morte di Cristo, custodite nella chiesa e portate tradizionalmente in processione durante il Venerdì Santo.
La loro origine viene fatta risalire all’inizio del Seicento, in stretta relazione con la storia della Congregazione dell’Annunziata. L’antico inventario della chiesa ne conserva l’elenco: Gesù nell’Orto degli Ulivi, Gesù legato alla colonna, Gesù coronato e schernito, Gesù che porta la Croce, il Cristo Crocifisso, il Cristo morto e la Vergine Addolorata.
Una data, 1683, compare su una delle statue e per Enrico Borrello sarebbe da riferire più probabilmente a un intervento di restauro che alla realizzazione dell’intero gruppo.
Il valore di queste opere, tuttavia, va ben oltre la loro antichità.
I Mistiari sono ancora oggi memoria viva della comunità sambiasina.
Perché si chiamano “Mistiari”?
È forse una delle storie più curiose legate alla tradizione.
Il termine “Mistiari” richiama evidentemente i misteri della Passione, ma nella cultura locale è stato associato anche alla parola “mestieri”.
La tradizione vuole infatti che, in passato, il trasporto delle diverse statue durante la processione fosse collegato alle varie categorie professionali della comunità. Ogni gruppo di lavoratori aveva il compito di portare una determinata statua.
La processione diventava così contemporaneamente un rito religioso e una rappresentazione simbolica della società.
Le diverse categorie di lavoratori si ritrovavano unite davanti alla Passione di Cristo, portando ciascuna il proprio “mestiere” all’interno della grande narrazione della Settimana Santa.
È una tradizione di straordinario interesse antropologico perché permette di comprendere come, in una società tradizionale, religione, lavoro e identità collettiva fossero strettamente intrecciati.
Il Venerdì Santo: quando Sambiase diventa un teatro della memoria
Ogni anno, con la processione dei Mistiari, le statue escono dalla chiesa e percorrono le strade dell’antico centro di Sambiase.
È uno dei momenti più intensi della vita religiosa locale.
La processione è documentata come una tradizione risalente almeno al Settecento, mentre le statue sono legate alla storia della congregazione già agli inizi del Seicento.
Per qualche ora le strade diventano un grande spazio rituale.
Le statue, portate a spalla, attraversano il quartiere accompagnate dai fedeli. La distanza tra passato e presente sembra allora annullarsi: gli stessi gesti, le stesse immagini e lo stesso percorso continuano a collegare generazioni diverse.
È probabilmente questo il momento migliore per comprendere il vero significato dell’Annunziata.
Non soltanto una chiesa da visitare, ma un luogo dal quale la storia esce e torna a camminare per le strade.
L’Annunziata nel patrimonio storico di Sambiase
La Chiesa dell’Annunziata va inserita in un itinerario più ampio attraverso il centro storico di Sambiase.
A pochi passi si incontrano la Chiesa dell’Immacolata, la Chiesa Matrice di San Pancrazio, il complesso del Carmine, la Chiesa dell’Addolorata e il Santuario di San Francesco di Paola.
Questi edifici, apparentemente diversi per dimensioni, epoca e caratteristiche, costituiscono insieme una straordinaria mappa della memoria religiosa sambiasina.
Anche iniziative culturali recenti hanno riconosciuto questo valore: nel 2026 il progetto “Rivivere Sambiase – Sentieri d’arte e cultura nel Centro Storico di Sambiase” ha inserito l’Annunziata tra le chiese protagoniste di visite dedicate alle opere d’arte e alla memoria del territorio.
È una prospettiva particolarmente interessante anche per il turismo culturale contemporaneo: valorizzare Sambiase non attraverso singoli monumenti isolati, ma come un intero centro storico da attraversare lentamente, lasciando che siano le chiese, le strade e le tradizioni a raccontarne la storia.
Un piccolo scrigno da non perdere
La Chiesa della Santissima Annunziata non possiede la monumentalità di una grande basilica.
Ed è proprio questo uno dei suoi punti di forza.
La sua bellezza è fatta di proporzioni raccolte, dettagli architettonici insoliti, opere d’arte, antichi documenti e soprattutto di una tradizione che ancora oggi coinvolge l’intera comunità.
Chi entra nell’Annunziata può osservare le statue dei Mistiari e immaginare il momento in cui, il Venerdì Santo, quelle stesse figure vengono sollevate e portate fuori dalla chiesa.
Può guardare il coro dei confratelli e pensare agli uomini che, secoli fa, si riunivano qui.
Può osservare la facciata e il curioso campanile triangolare, cercando di leggere nelle pietre le trasformazioni del tempo.
E può poi uscire nuovamente nelle strade di Sambiase, comprendendo che il vero monumento non è soltanto la chiesa.
È la relazione fra la chiesa e la comunità che l’ha costruita, custodita e tramandata.
Per questo la Chiesa dell’Annunziata è una tappa imprescindibile per chi voglia conoscere la Lamezia Terme più autentica.
Un piccolo edificio, una grande storia: quella di Sambiase, dei suoi confratelli, dei suoi artigiani e dei suoi Mistiari, che ancora oggi, ogni Venerdì Santo, riportano il passato nel presente.
Mappa
Sorry, no records were found. Please adjust your search criteria and try again.
Sorry, unable to load the Maps API.










