Profilo
Siamo nel cuore di Sambiase, in piazza 5 Dicembre, conosciuta anche come piazza Diaz. Qui, davanti a noi, la Fontana del Satiro e della Ninfa rappresenta una delle opere di arte pubblica più interessanti del quartiere, realizzata dallo scultore lametino Maurizio Carnevali.
È un’opera che merita di essere osservata con attenzione, perché dietro il soggetto mitologico racchiude un forte legame con la storia, il paesaggio e l’identità di questo territorio.
I protagonisti della composizione sono un satiro, riconducibile alla figura di Pan, e una ninfa, due presenze profondamente legate al mondo naturale. Pan, nella mitologia greca, è la divinità dei boschi, dei pascoli e dei pastori, associata alla natura selvaggia e alla vita agreste. La ninfa appartiene invece a quella dimensione naturale fatta di sorgenti, acque, boschi e luoghi incontaminati.
La scelta di queste figure assume un significato particolare proprio nel contesto di Sambiase. Per secoli questo territorio ha avuto un forte legame con la campagna, l’agricoltura e le risorse naturali. Il mito diventa così un modo originale per richiamare un paesaggio che appartiene alla memoria della comunità.
Osservando la fontana, è soprattutto il rapporto con l’acqua a catturare l’attenzione. L’acqua non è soltanto un elemento funzionale, ma parte integrante del significato dell’opera: richiama la vita, la fertilità della terra e l’importanza delle sorgenti, creando un collegamento ideale tra le figure mitologiche e il territorio.
Possiamo quindi leggere l’opera come un vero dialogo tra uomo e natura. Il satiro e la ninfa appartengono al mondo del mito, ma i loro significati rimandano a qualcosa di molto concreto: la terra, l’acqua, il paesaggio e quel mondo rurale che ha profondamente segnato la storia di Sambiase.
Anche la scelta di collocare una composizione mitologica all’interno di una piazza è significativa. Maurizio Carnevali porta la scultura nello spazio quotidiano della città, facendola dialogare con l’ambiente circostante. La fontana diventa così non soltanto un elemento decorativo, ma un punto di riferimento visivo e culturale della piazza.
Il riferimento a Pan aggiunge un ulteriore livello di lettura. Nella tradizione classica, questa divinità rappresenta la dimensione più libera, istintiva e vitale della natura. La sua presenza evoca il mondo dei boschi e dei pascoli, mentre la ninfa richiama l’aspetto più armonioso e delicato del paesaggio naturale. Insieme, le due figure costruiscono una rappresentazione della natura intesa come forza vitale e fonte di vita.
Dal punto di vista artistico, l’opera si inserisce nella produzione di Maurizio Carnevali, scultore originario di Lamezia Terme, autore di numerose opere monumentali e di arte pubblica. La sua scelta di confrontarsi con soggetti mitologici consente di creare un ponte tra la tradizione classica e la realtà contemporanea, adattando il linguaggio della scultura alla storia e agli spazi della città.
La fontana può quindi essere letta su più livelli: è innanzitutto una scultura, con le sue figure e il richiamo alla mitologia; è una fontana, nella quale l’acqua assume un ruolo essenziale; ed è infine una testimonianza della memoria di Sambiase, perché attraverso il linguaggio del mito richiama il rapporto della comunità con la natura e con il territorio.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante dell’opera: utilizzare un soggetto antico per raccontare qualcosa di profondamente legato al presente. Il mito non appare lontano o estraneo, ma diventa uno strumento per raccontare il carattere di un luogo.
Per chi visita Lamezia Terme, una sosta in piazza 5 Dicembre permette quindi di scoprire non soltanto una fontana, ma un piccolo spazio d’arte inserito nella vita quotidiana del quartiere. Fermandosi davanti all’opera, il satiro, la ninfa e l’acqua diventano le tessere di un racconto più ampio, fatto di mitologia, natura, memoria e identità locale.
È proprio in questo incontro tra arte e territorio che la Fontana del Satiro e della Ninfa trova il suo valore: un’opera che arricchisce il paesaggio urbano di Sambiase e invita il visitatore a guardare questo angolo di Lamezia Terme con maggiore attenzione, scoprendone la storia e il legame profondo con la propria terra.
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Descrizione
Siamo nel cuore di Sambiase, in piazza 5 Dicembre, conosciuta anche come piazza Diaz. Qui, davanti a noi, la Fontana del Satiro e della Ninfa rappresenta una delle opere di arte pubblica più interessanti del quartiere, realizzata dallo scultore lametino Maurizio Carnevali.
È un’opera che merita di essere osservata con attenzione, perché dietro il soggetto mitologico racchiude un forte legame con la storia, il paesaggio e l’identità di questo territorio.
I protagonisti della composizione sono un satiro, riconducibile alla figura di Pan, e una ninfa, due presenze profondamente legate al mondo naturale. Pan, nella mitologia greca, è la divinità dei boschi, dei pascoli e dei pastori, associata alla natura selvaggia e alla vita agreste. La ninfa appartiene invece a quella dimensione naturale fatta di sorgenti, acque, boschi e luoghi incontaminati.
La scelta di queste figure assume un significato particolare proprio nel contesto di Sambiase. Per secoli questo territorio ha avuto un forte legame con la campagna, l’agricoltura e le risorse naturali. Il mito diventa così un modo originale per richiamare un paesaggio che appartiene alla memoria della comunità.
Osservando la fontana, è soprattutto il rapporto con l’acqua a catturare l’attenzione. L’acqua non è soltanto un elemento funzionale, ma parte integrante del significato dell’opera: richiama la vita, la fertilità della terra e l’importanza delle sorgenti, creando un collegamento ideale tra le figure mitologiche e il territorio.
Possiamo quindi leggere l’opera come un vero dialogo tra uomo e natura. Il satiro e la ninfa appartengono al mondo del mito, ma i loro significati rimandano a qualcosa di molto concreto: la terra, l’acqua, il paesaggio e quel mondo rurale che ha profondamente segnato la storia di Sambiase.
Anche la scelta di collocare una composizione mitologica all’interno di una piazza è significativa. Maurizio Carnevali porta la scultura nello spazio quotidiano della città, facendola dialogare con l’ambiente circostante. La fontana diventa così non soltanto un elemento decorativo, ma un punto di riferimento visivo e culturale della piazza.
Il riferimento a Pan aggiunge un ulteriore livello di lettura. Nella tradizione classica, questa divinità rappresenta la dimensione più libera, istintiva e vitale della natura. La sua presenza evoca il mondo dei boschi e dei pascoli, mentre la ninfa richiama l’aspetto più armonioso e delicato del paesaggio naturale. Insieme, le due figure costruiscono una rappresentazione della natura intesa come forza vitale e fonte di vita.
Dal punto di vista artistico, l’opera si inserisce nella produzione di Maurizio Carnevali, scultore originario di Lamezia Terme, autore di numerose opere monumentali e di arte pubblica. La sua scelta di confrontarsi con soggetti mitologici consente di creare un ponte tra la tradizione classica e la realtà contemporanea, adattando il linguaggio della scultura alla storia e agli spazi della città.
La fontana può quindi essere letta su più livelli: è innanzitutto una scultura, con le sue figure e il richiamo alla mitologia; è una fontana, nella quale l’acqua assume un ruolo essenziale; ed è infine una testimonianza della memoria di Sambiase, perché attraverso il linguaggio del mito richiama il rapporto della comunità con la natura e con il territorio.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più interessante dell’opera: utilizzare un soggetto antico per raccontare qualcosa di profondamente legato al presente. Il mito non appare lontano o estraneo, ma diventa uno strumento per raccontare il carattere di un luogo.
Per chi visita Lamezia Terme, una sosta in piazza 5 Dicembre permette quindi di scoprire non soltanto una fontana, ma un piccolo spazio d’arte inserito nella vita quotidiana del quartiere. Fermandosi davanti all’opera, il satiro, la ninfa e l’acqua diventano le tessere di un racconto più ampio, fatto di mitologia, natura, memoria e identità locale.
È proprio in questo incontro tra arte e territorio che la Fontana del Satiro e della Ninfa trova il suo valore: un’opera che arricchisce il paesaggio urbano di Sambiase e invita il visitatore a guardare questo angolo di Lamezia Terme con maggiore attenzione, scoprendone la storia e il legame profondo con la propria terra.
Indirizzo
Lamezia Terme – Sambiase
Calabria
88046
Italia









