Profilo
Nel cuore dell’antica Nicastro, oggi centro storico di Lamezia Terme, la Fontana Nuova di Piazza Mazzini costituisce una delle più interessanti testimonianze della trasformazione urbana ottocentesca della città. La sua storia è quella di un monumento che, attraverso quasi due secoli, ha seguito i mutamenti dello spazio urbano, cambiando collocazione ma conservando intatto il proprio valore di memoria collettiva.
Il nome con cui l’opera è oggi maggiormente conosciuta, Fontana Nuova, non coincide con la sua denominazione originaria. Le fonti locali la ricordano infatti inizialmente come Fontana Grande. Il progetto risale al 1838 ed è attribuito all’ingegnere Basilio Frangipane. La sua realizzazione si inserisce nel più ampio clima di ricostruzione e rinnovamento che interessò numerosi centri della Calabria dopo il devastante terremoto del 1783, quando la necessità di ricostruire gli abitati si accompagnò progressivamente alla volontà di conferir loro nuovi assetti urbani e nuovi simboli monumentali.
La fontana non nacque nell’attuale Piazza Mazzini. Il progetto prevedeva originariamente la sua collocazione nel cuore di Nicastro, presso Largo Fontana Nuova, all’inizio di corso Numistrano, in una posizione particolarmente significativa perché prossima alla Cattedrale, all’Episcopio, alla Casa comunale e all’antica piazza del Mercato, oggi Piazza Stocco. Non era dunque un semplice elemento decorativo: la fontana apparteneva alla struttura stessa della città e al rapporto quotidiano della comunità con l’acqua, risorsa essenziale e insieme elemento capace di qualificare gli spazi pubblici. Una prima documentazione relativa alla sua costruzione e all’acquedotto al quale era collegata è conservata presso l’Archivio di Stato di Catanzaro.
Il monumento avrebbe poi seguito una singolare vicenda di spostamenti. Nel 1923, la realizzazione del Monumento ai Caduti nell’area originaria rese necessario il trasferimento della fontana, che venne collocata in Piazza Littorio, l’odierna Piazza Rotonda. Solo negli anni Cinquanta del Novecento essa raggiunse la sua sede attuale, nella storica Piazza d’Armi, oggi Piazza Mazzini. Il nome di Fontana Nuova, pertanto, rimase legato alla memoria del luogo originario e finì per identificare il monumento nella sua lunga storia urbana.
Anche la sua forma racconta il gusto monumentale dell’Ottocento. L’opera si sviluppa attorno a una ampia vasca circolare in conci di pietra, al centro della quale si innalza un pilastro a pianta quadrata. Su questo elemento si sviluppa una colonnina scanalata e sagomata, dalla quale nasce il movimento verticale della composizione, concluso da una seconda vasca di dimensioni più contenute. La successione delle forme — dalla grande vasca inferiore alla colonna, fino alla vasca superiore — costruisce un equilibrio semplice e armonioso, nel quale la pietra e l’acqua diventano i protagonisti di una vera architettura urbana.
L’attuale basamento rialzato contribuisce a restituire al monumento una presenza più solenne, recuperando idealmente parte della configurazione originaria che i diversi trasferimenti e gli interventi succedutisi nel tempo hanno inevitabilmente modificato. È proprio questa stratificazione a rendere la fontana particolarmente interessante dal punto di vista storico: non siamo davanti a un’opera immobile, ma a un manufatto che ha accompagnato le diverse stagioni della città, adattandosi alla trasformazione dei suoi spazi e continuando a essere riconoscibile come elemento della memoria nicastrese.
La sua collocazione odierna assume inoltre un valore particolare. Piazza Mazzini, un tempo Piazza d’Armi, appartiene a quella rete di luoghi pubblici che hanno costituito per generazioni il cuore della vita cittadina. La presenza della fontana al centro di questo spazio verde non è quindi casuale: essa costituisce un punto di continuità fra la città ottocentesca e quella contemporanea, fra l’antico bisogno dell’acqua e la moderna funzione simbolica del monumento.
La Fontana Nuova può così essere letta come una piccola ma autentica “pietra della memoria” di Nicastro. Nella sua struttura convivono l’esigenza pratica dell’antica fontana pubblica, l’ambizione monumentale dell’Ottocento e la storia urbana del Novecento. Il suo percorso — dalla Fontana Grande del 1838 alla Fontana Nuova dell’odierna Piazza Mazzini — racconta in forma concreta la capacità della città di trasformarsi senza cancellare completamente le tracce del proprio passato.
È soprattutto per questo che il monumento merita di essere osservato con uno sguardo diverso da quello riservato a un semplice arredo urbano. La Fontana Nuova è un documento storico in pietra, una presenza discreta ma eloquente, capace di testimoniare la ricostruzione, l’evoluzione urbanistica e la vita quotidiana dell’antica Nicastro. Le sue vasche, la colonna e il gioco delle proporzioni conservano la memoria di un’epoca nella quale anche un’opera destinata all’uso quotidiano poteva diventare parte dell’identità estetica e civile di una comunità.
Oggi, nel cuore di Piazza Mazzini, la Fontana Nuova — già Fontana Grande — continua dunque a raccontare la città attraverso la propria stessa storia. Spostata, trasformata e infine stabilmente accolta nella sua sede attuale, rimane uno dei segni più riconoscibili della memoria urbana di Nicastro e una testimonianza preziosa di quella stagione ottocentesca nella quale la Calabria, dopo le grandi distruzioni del Settecento, cercò nella ricostruzione dei suoi centri abitati anche una nuova idea di spazio pubblico, di decoro e di identità collettiva.
Mappa
Sorry, no records were found. Please adjust your search criteria and try again.
Sorry, unable to load the Maps API.
Descrizione
Nel cuore dell’antica Nicastro, oggi centro storico di Lamezia Terme, la Fontana Nuova di Piazza Mazzini costituisce una delle più interessanti testimonianze della trasformazione urbana ottocentesca della città. La sua storia è quella di un monumento che, attraverso quasi due secoli, ha seguito i mutamenti dello spazio urbano, cambiando collocazione ma conservando intatto il proprio valore di memoria collettiva.
Il nome con cui l’opera è oggi maggiormente conosciuta, Fontana Nuova, non coincide con la sua denominazione originaria. Le fonti locali la ricordano infatti inizialmente come Fontana Grande. Il progetto risale al 1838 ed è attribuito all’ingegnere Basilio Frangipane. La sua realizzazione si inserisce nel più ampio clima di ricostruzione e rinnovamento che interessò numerosi centri della Calabria dopo il devastante terremoto del 1783, quando la necessità di ricostruire gli abitati si accompagnò progressivamente alla volontà di conferir loro nuovi assetti urbani e nuovi simboli monumentali.
La fontana non nacque nell’attuale Piazza Mazzini. Il progetto prevedeva originariamente la sua collocazione nel cuore di Nicastro, presso Largo Fontana Nuova, all’inizio di corso Numistrano, in una posizione particolarmente significativa perché prossima alla Cattedrale, all’Episcopio, alla Casa comunale e all’antica piazza del Mercato, oggi Piazza Stocco. Non era dunque un semplice elemento decorativo: la fontana apparteneva alla struttura stessa della città e al rapporto quotidiano della comunità con l’acqua, risorsa essenziale e insieme elemento capace di qualificare gli spazi pubblici. Una prima documentazione relativa alla sua costruzione e all’acquedotto al quale era collegata è conservata presso l’Archivio di Stato di Catanzaro.
Il monumento avrebbe poi seguito una singolare vicenda di spostamenti. Nel 1923, la realizzazione del Monumento ai Caduti nell’area originaria rese necessario il trasferimento della fontana, che venne collocata in Piazza Littorio, l’odierna Piazza Rotonda. Solo negli anni Cinquanta del Novecento essa raggiunse la sua sede attuale, nella storica Piazza d’Armi, oggi Piazza Mazzini. Il nome di Fontana Nuova, pertanto, rimase legato alla memoria del luogo originario e finì per identificare il monumento nella sua lunga storia urbana.
Anche la sua forma racconta il gusto monumentale dell’Ottocento. L’opera si sviluppa attorno a una ampia vasca circolare in conci di pietra, al centro della quale si innalza un pilastro a pianta quadrata. Su questo elemento si sviluppa una colonnina scanalata e sagomata, dalla quale nasce il movimento verticale della composizione, concluso da una seconda vasca di dimensioni più contenute. La successione delle forme — dalla grande vasca inferiore alla colonna, fino alla vasca superiore — costruisce un equilibrio semplice e armonioso, nel quale la pietra e l’acqua diventano i protagonisti di una vera architettura urbana.
L’attuale basamento rialzato contribuisce a restituire al monumento una presenza più solenne, recuperando idealmente parte della configurazione originaria che i diversi trasferimenti e gli interventi succedutisi nel tempo hanno inevitabilmente modificato. È proprio questa stratificazione a rendere la fontana particolarmente interessante dal punto di vista storico: non siamo davanti a un’opera immobile, ma a un manufatto che ha accompagnato le diverse stagioni della città, adattandosi alla trasformazione dei suoi spazi e continuando a essere riconoscibile come elemento della memoria nicastrese.
La sua collocazione odierna assume inoltre un valore particolare. Piazza Mazzini, un tempo Piazza d’Armi, appartiene a quella rete di luoghi pubblici che hanno costituito per generazioni il cuore della vita cittadina. La presenza della fontana al centro di questo spazio verde non è quindi casuale: essa costituisce un punto di continuità fra la città ottocentesca e quella contemporanea, fra l’antico bisogno dell’acqua e la moderna funzione simbolica del monumento.
La Fontana Nuova può così essere letta come una piccola ma autentica “pietra della memoria” di Nicastro. Nella sua struttura convivono l’esigenza pratica dell’antica fontana pubblica, l’ambizione monumentale dell’Ottocento e la storia urbana del Novecento. Il suo percorso — dalla Fontana Grande del 1838 alla Fontana Nuova dell’odierna Piazza Mazzini — racconta in forma concreta la capacità della città di trasformarsi senza cancellare completamente le tracce del proprio passato.
È soprattutto per questo che il monumento merita di essere osservato con uno sguardo diverso da quello riservato a un semplice arredo urbano. La Fontana Nuova è un documento storico in pietra, una presenza discreta ma eloquente, capace di testimoniare la ricostruzione, l’evoluzione urbanistica e la vita quotidiana dell’antica Nicastro. Le sue vasche, la colonna e il gioco delle proporzioni conservano la memoria di un’epoca nella quale anche un’opera destinata all’uso quotidiano poteva diventare parte dell’identità estetica e civile di una comunità.
Oggi, nel cuore di Piazza Mazzini, la Fontana Nuova — già Fontana Grande — continua dunque a raccontare la città attraverso la propria stessa storia. Spostata, trasformata e infine stabilmente accolta nella sua sede attuale, rimane uno dei segni più riconoscibili della memoria urbana di Nicastro e una testimonianza preziosa di quella stagione ottocentesca nella quale la Calabria, dopo le grandi distruzioni del Settecento, cercò nella ricostruzione dei suoi centri abitati anche una nuova idea di spazio pubblico, di decoro e di identità collettiva.
Indirizzo
Lamezia Terme
Calabria
88046
Italia










