Profilo
Nel cuore dell’antico centro di Nicastro, lungo Corso Numistrano, si trova il Monumento ai Caduti della Grande Guerra, una delle più significative testimonianze della memoria storica della città. Collocato nei giardini pubblici, di fronte alla Cattedrale, il monumento costituisce ancora oggi un importante punto di riferimento della memoria civica e della storia del territorio.
L’opera fu inaugurata nel 1924, al termine di un percorso progettuale avviato già nel 1921 attraverso i rapporti tra l’Amministrazione comunale di Nicastro e lo scultore Vincenzo Jerace (Polistena, 1862 – Roma, 1947). La documentazione conservata presso l’Archivio Comunale di Lamezia Terme conferma infatti che le trattative per la realizzazione del monumento erano già in corso nel 1921.
Il monumento nasce per ricordare i cittadini di Nicastro caduti durante la Prima guerra mondiale, ma presenta anche una particolarità che lo distingue: la figura del soldato raffigurata nell’opera è legata alla vicenda di Giuseppe Mastroianni, soldato del 145° Reggimento di fanteria, originario di Sambiase, che si distinse per un atto di eroismo sul fronte della Grande Guerra nel febbraio del 1917.
L’opera di Vincenzo Jerace
Il monumento è costituito da una stele centrale in marmo, impostata su una base in pietra, affiancata da due lapidi sulle quali sono riportati i nomi dei Caduti. Frontalmente è collocata la statua bronzea di un militare, elemento figurativo centrale dell’intera composizione. Alla base, quattro bombe unite da una catena metallica delimitano l’area monumentale.
La figura del soldato conferisce all’opera un carattere fortemente narrativo. Non si tratta infatti soltanto della rappresentazione simbolica di un combattente, ma di un’immagine ispirata a un episodio storico preciso e alla figura di un uomo realmente esistito.
La documentazione del Catalogo Generale dei Beni Culturali identifica l’opera come Figura di soldato in combattimento e attribuisce il monumento allo scultore Vincenzo Jerace.
Giuseppe Mastroianni e l’episodio di eroismo
Uno degli elementi più caratteristici del monumento di Nicastro è il suo legame con la vicenda di Giuseppe Mastroianni, soldato del 145° Reggimento di fanteria.
Secondo la documentazione storico-artistica del Catalogo Generale dei Beni Culturali, il monumento vuole ricordare un fatto storico realmente accaduto: durante un combattimento sul fronte della Grande Guerra, Mastroianni si distinse per un atto di eroismo. La sua figura divenne così il riferimento concreto per la rappresentazione del soldato realizzata da Jerace.
La stessa memoria è riportata nell’iscrizione presente sul monumento:
«L’opera si ispira all’atto di eroismo del nostro concittadino Giuseppe Mastroianni sul fronte della Grande Guerra (febbraio 1917)».
Questo particolare conferisce all’opera un valore che va oltre la sola dimensione artistica. La figura bronzea diventa infatti il punto d’incontro tra memoria individuale e memoria collettiva, trasformando la vicenda di un singolo combattente in una rappresentazione dedicata a tutti coloro che furono coinvolti nella Grande Guerra.
Un monumento alla memoria della comunità
Come numerosi monumenti ai Caduti realizzati in Italia nel primo dopoguerra, anche quello di Nicastro nacque dall’esigenza di dare una forma permanente al ricordo dei cittadini coinvolti nel conflitto.
Le lapidi laterali con i nomi dei Caduti costituiscono una testimonianza diretta della partecipazione della comunità alla Prima guerra mondiale. Ogni nome collega la grande storia nazionale alle vicende personali delle famiglie e della città.
Il monumento diventa così un luogo nel quale la dimensione pubblica della commemorazione si unisce a quella privata del ricordo.
La sua posizione nei giardini pubblici di Corso Numistrano, nel cuore dell’antico centro di Nicastro, contribuisce inoltre a mantenerlo inserito nella vita quotidiana della città.
La figura del soldato
La figura bronzea del militare rappresenta l’elemento più immediatamente riconoscibile dell’opera.
Il soldato è raffigurato nell’azione, in una scena che richiama direttamente il combattimento. La scelta di Vincenzo Jerace introduce quindi nel monumento un’immagine dinamica e narrativa, nella quale il tema del coraggio individuale si unisce al significato collettivo della commemorazione.
Il gesto del combattente richiama la vicenda di Giuseppe Mastroianni, mentre le lapidi con i nomi dei Caduti ampliano il significato dell’opera alla memoria dell’intera comunità.
Il monumento può quindi essere letto su due livelli: da un lato il ricordo dei cittadini caduti durante la Grande Guerra, dall’altro la memoria di un episodio individuale assunto come riferimento simbolico della partecipazione e del sacrificio di una generazione.
In memoria dei Caduti
«Nicastro ai suoi morti in guerra – 1915-1918»
L’iscrizione introduce l’elenco dei cittadini ricordati dal monumento e racchiude il significato più diretto dell’opera.
I nomi incisi sulle lapidi rappresentano la parte più concreta della memoria: dietro ciascun nominativo vi sono una persona, una famiglia e una storia legata alla comunità di Nicastro.
Leggere oggi questi nomi significa ricondurre la vicenda della Grande Guerra alla dimensione delle singole persone, restituendo alla memoria collettiva i protagonisti di quella generazione.
I nomi dei Caduti
Borelli Elv. fu G.ppe – Med. Oro · Albertini Dom. fu Ant. · Agostini Mich. fu Mar. · Amendola Ant. fu Ant. · Amendola Giov. fu Ant. · Amendola Giov. fu Pasq. · Amorelli Piet. fu Paolo · Angotti Giov. di Gius. · Arcieri Pasq. fu Franc. · Arcuri Franc. fu Ant. · Barberio Eug. di Tom. · Barberio Gius. Ant. di Piet. · Bonaddio Mich. di Gius. · Bragano Ant. fu Ant. · Butera Ant. di Ang. · Butera Dom. di Sav. · Calabrese Fran. di Genn. · Cantafio Ces. fu Ant. · Caputo Salv. di Bruno · Carnovale Giust. di Cat. · Caruso Ang. di Ros. · Caruso Gius. di Ros. · Caruso Nic. di Ant. · Celano Pasq. di Gius. · Cerminara Ant. di Agost. · Cerminara Egid. fu Gabr. · Cerra Pasq. di Vinc. · Chirico Piet. di Vinc. · Cimino Ant. di Luigi · Colosimo Enr. di Gius. · Cortese Genn. di Ant. · Cortese Raf. di Carm. · Cosentino Ant. di Salv. · Costanzo Ant. di Gabr. · Costanzo Ant. di Giov. · Costanzo Vinc. fu Ant. · Cristiano Ant. fu Vinc. · Cristiano Fran. fu Ant. · Cuda Antonio di Pasq. · Cuda Domenico fu Pasq. · Cuda Pasquale fu Franc. · Cugnetto Fel. Ant. fu Gius. · Curcio Ant. fu Giov. · De Caro Bruno di Ant. · De Fazio Ant. fu Raff. · De Fazio Dom. fu Fel. · De Fazio Gabr. di Vinc. · De Fazio Giov. di Vinc. · De Fazio Giov. di Pasq. · De Fazio Pasq. di Santo · Truzzolillo Nic. fu Pasq. · Vecchi Ferd. di Fort. · Vecchi Luigi fu Salv. · Vesci Gius. di Ant. · Vescio Fran. di Vinc. · Vigliaturo Dom. di Franc. · Visciglia Vinc. di Pasq. · Volpe Ros. di Vinc. · Zappia Fil. di Giov.
L’elenco è riportato secondo la trascrizione delle iscrizioni documentata nella scheda del monumento.
Tra le iscrizioni compare inoltre Borelli Elv. fu G.ppe, indicato come Medaglia d’Oro, elemento che sottolinea la particolare rilevanza attribuita alla sua figura nella memoria monumentale.
Le iscrizioni dedicate ai Caduti delle guerre successive
Il monumento ha conosciuto nel tempo una stratificazione della memoria.
La documentazione del Catalogo Generale dei Beni Culturali precisa infatti che i nominativi dei caduti nel conflitto del 1940-1945 furono incisi successivamente sulle due lastre marmoree laterali.
Questa aggiunta ha ampliato nel corso degli anni la funzione commemorativa del monumento, trasformandolo in un luogo nel quale la città ha continuato a raccogliere e conservare la memoria delle vittime dei conflitti del Novecento.
L’opera nata nel 1924 per ricordare la Grande Guerra è diventata così, nel tempo, una testimonianza più ampia della memoria bellica della comunità.
Una memoria che appartiene alla città
A distanza di oltre un secolo dalla sua realizzazione, il Monumento ai Caduti della Grande Guerra di Nicastro continua a rappresentare un importante punto di riferimento della memoria storica cittadina.
La sua posizione lungo Corso Numistrano, la presenza della figura bronzea del soldato e i nomi incisi sulle lapidi permettono di leggere nell’opera diversi livelli di significato: arte, storia, memoria individuale e identità della comunità.
La figura scolpita da Vincenzo Jerace richiama la vicenda di Giuseppe Mastroianni; le lapidi restituiscono invece alla memoria collettiva i nomi dei cittadini coinvolti nella Grande Guerra.
Visitare questo monumento significa quindi fermarsi davanti a una pagina della storia di Nicastro e di Lamezia Terme, riconoscendo nel complesso monumentale non soltanto un’opera d’arte, ma un autentico luogo della memoria.
La pietra conserva i nomi, il bronzo racconta una storia, la città ne custodisce la memoria.
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Descrizione
Nel cuore dell’antico centro di Nicastro, lungo Corso Numistrano, si trova il Monumento ai Caduti della Grande Guerra, una delle più significative testimonianze della memoria storica della città. Collocato nei giardini pubblici, di fronte alla Cattedrale, il monumento costituisce ancora oggi un importante punto di riferimento della memoria civica e della storia del territorio.
L’opera fu inaugurata nel 1924, al termine di un percorso progettuale avviato già nel 1921 attraverso i rapporti tra l’Amministrazione comunale di Nicastro e lo scultore Vincenzo Jerace (Polistena, 1862 – Roma, 1947). La documentazione conservata presso l’Archivio Comunale di Lamezia Terme conferma infatti che le trattative per la realizzazione del monumento erano già in corso nel 1921.
Il monumento nasce per ricordare i cittadini di Nicastro caduti durante la Prima guerra mondiale, ma presenta anche una particolarità che lo distingue: la figura del soldato raffigurata nell’opera è legata alla vicenda di Giuseppe Mastroianni, soldato del 145° Reggimento di fanteria, originario di Sambiase, che si distinse per un atto di eroismo sul fronte della Grande Guerra nel febbraio del 1917.
L’opera di Vincenzo Jerace
Il monumento è costituito da una stele centrale in marmo, impostata su una base in pietra, affiancata da due lapidi sulle quali sono riportati i nomi dei Caduti. Frontalmente è collocata la statua bronzea di un militare, elemento figurativo centrale dell’intera composizione. Alla base, quattro bombe unite da una catena metallica delimitano l’area monumentale.
La figura del soldato conferisce all’opera un carattere fortemente narrativo. Non si tratta infatti soltanto della rappresentazione simbolica di un combattente, ma di un’immagine ispirata a un episodio storico preciso e alla figura di un uomo realmente esistito.
La documentazione del Catalogo Generale dei Beni Culturali identifica l’opera come Figura di soldato in combattimento e attribuisce il monumento allo scultore Vincenzo Jerace.
Giuseppe Mastroianni e l’episodio di eroismo
Uno degli elementi più caratteristici del monumento di Nicastro è il suo legame con la vicenda di Giuseppe Mastroianni, soldato del 145° Reggimento di fanteria.
Secondo la documentazione storico-artistica del Catalogo Generale dei Beni Culturali, il monumento vuole ricordare un fatto storico realmente accaduto: durante un combattimento sul fronte della Grande Guerra, Mastroianni si distinse per un atto di eroismo. La sua figura divenne così il riferimento concreto per la rappresentazione del soldato realizzata da Jerace.
La stessa memoria è riportata nell’iscrizione presente sul monumento:
«L’opera si ispira all’atto di eroismo del nostro concittadino Giuseppe Mastroianni sul fronte della Grande Guerra (febbraio 1917)».
Questo particolare conferisce all’opera un valore che va oltre la sola dimensione artistica. La figura bronzea diventa infatti il punto d’incontro tra memoria individuale e memoria collettiva, trasformando la vicenda di un singolo combattente in una rappresentazione dedicata a tutti coloro che furono coinvolti nella Grande Guerra.
Un monumento alla memoria della comunità
Come numerosi monumenti ai Caduti realizzati in Italia nel primo dopoguerra, anche quello di Nicastro nacque dall’esigenza di dare una forma permanente al ricordo dei cittadini coinvolti nel conflitto.
Le lapidi laterali con i nomi dei Caduti costituiscono una testimonianza diretta della partecipazione della comunità alla Prima guerra mondiale. Ogni nome collega la grande storia nazionale alle vicende personali delle famiglie e della città.
Il monumento diventa così un luogo nel quale la dimensione pubblica della commemorazione si unisce a quella privata del ricordo.
La sua posizione nei giardini pubblici di Corso Numistrano, nel cuore dell’antico centro di Nicastro, contribuisce inoltre a mantenerlo inserito nella vita quotidiana della città.
La figura del soldato
La figura bronzea del militare rappresenta l’elemento più immediatamente riconoscibile dell’opera.
Il soldato è raffigurato nell’azione, in una scena che richiama direttamente il combattimento. La scelta di Vincenzo Jerace introduce quindi nel monumento un’immagine dinamica e narrativa, nella quale il tema del coraggio individuale si unisce al significato collettivo della commemorazione.
Il gesto del combattente richiama la vicenda di Giuseppe Mastroianni, mentre le lapidi con i nomi dei Caduti ampliano il significato dell’opera alla memoria dell’intera comunità.
Il monumento può quindi essere letto su due livelli: da un lato il ricordo dei cittadini caduti durante la Grande Guerra, dall’altro la memoria di un episodio individuale assunto come riferimento simbolico della partecipazione e del sacrificio di una generazione.
In memoria dei Caduti
«Nicastro ai suoi morti in guerra – 1915-1918»
L’iscrizione introduce l’elenco dei cittadini ricordati dal monumento e racchiude il significato più diretto dell’opera.
I nomi incisi sulle lapidi rappresentano la parte più concreta della memoria: dietro ciascun nominativo vi sono una persona, una famiglia e una storia legata alla comunità di Nicastro.
Leggere oggi questi nomi significa ricondurre la vicenda della Grande Guerra alla dimensione delle singole persone, restituendo alla memoria collettiva i protagonisti di quella generazione.
I nomi dei Caduti
Borelli Elv. fu G.ppe – Med. Oro · Albertini Dom. fu Ant. · Agostini Mich. fu Mar. · Amendola Ant. fu Ant. · Amendola Giov. fu Ant. · Amendola Giov. fu Pasq. · Amorelli Piet. fu Paolo · Angotti Giov. di Gius. · Arcieri Pasq. fu Franc. · Arcuri Franc. fu Ant. · Barberio Eug. di Tom. · Barberio Gius. Ant. di Piet. · Bonaddio Mich. di Gius. · Bragano Ant. fu Ant. · Butera Ant. di Ang. · Butera Dom. di Sav. · Calabrese Fran. di Genn. · Cantafio Ces. fu Ant. · Caputo Salv. di Bruno · Carnovale Giust. di Cat. · Caruso Ang. di Ros. · Caruso Gius. di Ros. · Caruso Nic. di Ant. · Celano Pasq. di Gius. · Cerminara Ant. di Agost. · Cerminara Egid. fu Gabr. · Cerra Pasq. di Vinc. · Chirico Piet. di Vinc. · Cimino Ant. di Luigi · Colosimo Enr. di Gius. · Cortese Genn. di Ant. · Cortese Raf. di Carm. · Cosentino Ant. di Salv. · Costanzo Ant. di Gabr. · Costanzo Ant. di Giov. · Costanzo Vinc. fu Ant. · Cristiano Ant. fu Vinc. · Cristiano Fran. fu Ant. · Cuda Antonio di Pasq. · Cuda Domenico fu Pasq. · Cuda Pasquale fu Franc. · Cugnetto Fel. Ant. fu Gius. · Curcio Ant. fu Giov. · De Caro Bruno di Ant. · De Fazio Ant. fu Raff. · De Fazio Dom. fu Fel. · De Fazio Gabr. di Vinc. · De Fazio Giov. di Vinc. · De Fazio Giov. di Pasq. · De Fazio Pasq. di Santo · Truzzolillo Nic. fu Pasq. · Vecchi Ferd. di Fort. · Vecchi Luigi fu Salv. · Vesci Gius. di Ant. · Vescio Fran. di Vinc. · Vigliaturo Dom. di Franc. · Visciglia Vinc. di Pasq. · Volpe Ros. di Vinc. · Zappia Fil. di Giov.
L’elenco è riportato secondo la trascrizione delle iscrizioni documentata nella scheda del monumento.
Tra le iscrizioni compare inoltre Borelli Elv. fu G.ppe, indicato come Medaglia d’Oro, elemento che sottolinea la particolare rilevanza attribuita alla sua figura nella memoria monumentale.
Le iscrizioni dedicate ai Caduti delle guerre successive
Il monumento ha conosciuto nel tempo una stratificazione della memoria.
La documentazione del Catalogo Generale dei Beni Culturali precisa infatti che i nominativi dei caduti nel conflitto del 1940-1945 furono incisi successivamente sulle due lastre marmoree laterali.
Questa aggiunta ha ampliato nel corso degli anni la funzione commemorativa del monumento, trasformandolo in un luogo nel quale la città ha continuato a raccogliere e conservare la memoria delle vittime dei conflitti del Novecento.
L’opera nata nel 1924 per ricordare la Grande Guerra è diventata così, nel tempo, una testimonianza più ampia della memoria bellica della comunità.
Una memoria che appartiene alla città
A distanza di oltre un secolo dalla sua realizzazione, il Monumento ai Caduti della Grande Guerra di Nicastro continua a rappresentare un importante punto di riferimento della memoria storica cittadina.
La sua posizione lungo Corso Numistrano, la presenza della figura bronzea del soldato e i nomi incisi sulle lapidi permettono di leggere nell’opera diversi livelli di significato: arte, storia, memoria individuale e identità della comunità.
La figura scolpita da Vincenzo Jerace richiama la vicenda di Giuseppe Mastroianni; le lapidi restituiscono invece alla memoria collettiva i nomi dei cittadini coinvolti nella Grande Guerra.
Visitare questo monumento significa quindi fermarsi davanti a una pagina della storia di Nicastro e di Lamezia Terme, riconoscendo nel complesso monumentale non soltanto un’opera d’arte, ma un autentico luogo della memoria.
La pietra conserva i nomi, il bronzo racconta una storia, la città ne custodisce la memoria.
Indirizzo
Lamezia Terme
Calabria
88046
Italia









